L’86% dei gestori interpellati da BoAML ritiene improbabile l’arrivo di una fase recessiva nei prossimi dodici mesi. Cresce la quota di esperti che predilige l’equity europeo

Il timore per l’arrivo di una recessione sembra essersi quasi del tutto polverizzato nel pensiero e nelle scelte dei gestori di fondi comuni d’investimento. Stando ai risultati dell’ultima inchiesta realizzata da Bank of America Merrill Lynch a metà gennaio, l’86% dei 249 professionisti coinvolti dall’entità finanziaria statunitense scarta l’arrivo di una crisi profonda nei prossimi dodici mesi. Il sensibile miglioramento del sentiment a livello globale, ha contribuito a spingere ulteriormente al rialzo la quota di money manager che ritiene improbabile una recessione in tempi brevi (la quota era al 71% nel mese di dicembre).

Dopo la tregua firmata da Stati Uniti e Cina il 15 gennaio, gli animi sembrano essersi calmati e l’ottimismo ha trovato nuovi adepti. Se la tregua Usa-Cina durerà, i mercati potrebbero vivere una fase di relativa tranquillità almeno fino a quando riprenderanno vigore i dubbi relativi all’esito delle prossime elezioni presidenziali Usa che si terranno a novembre. L’altra variabile chiave per garantire un periodo di stabilità è rappresentata dalla tenuta del mercato obbligazionario. Le ultime letture sull’andamento dell’inflazione hanno fornito valori in lieve ascesa. Un rimbalzo dei prezzi al consumo sarebbe molto dannoso per le quotazioni dei titoli governativi a lunga scadenza e potrebbe innescare turbolenze difficilmente controllabili dalle banche centrali nel breve termine.

Tuttavia, questi timori non sono sufficienti a frenare la crescita dell’appetito per il rischio. I livelli medi di liquidità presenti nei portafogli degli investitori istituzionali sono attualmente al 4,2%, un valore inferiore alla media storica. L’appetito per il rischio sembra aver trovato nell’equity europeo l’asset class prediletta. La quota di investimenti destinata ai titoli ciclici del Vecchio Continente si trova sui massimi degli ultimi 17 mesi e le Borse europee sono tornate sui massimi di 21 mesi addietro.

A livello settoriale, la tecnologia, le assicurazioni e l’healthcare sono i settori preferiti dal campione di money manager. Le materie prime, le telecom e le utilities fanno parte del gruppo dei titoli meno raccomandati. Rispetto alla precedente inchiesta mensile, i maggiori benefici del miglioramento del sentiment si sono fatti sentire nel settore chimico e in quello industriale.

A livello di multipli, i titoli caratterizzati da quotazioni meno convenienti sono quelli legati al business alimentare, alla fornitura di energia elettrica e, paradossalmente, alla tecnologia. Tra i titoli sottovalutati abbondano quelli di aziende con business focalizzati su petrolio, servizi bancari e produzione di automobili.

A livello di stime macro, nel Vecchio Continente le attese sono per una pronta ripresa dell’economia tedesca dopo le battute d’arresto degli ultimi mesi. Le stime per la Francia e l’Italia hanno subito un leggero deterioramento. La formazione del nuovo governo di coalizione in Spagna sembra aver lasciato indifferenti i gestori e Madrid resta stabilmente al terzo posto tra i paesi europei preferiti dai gestori.

La maggior parte del campione continua a sostenere che le migliori opportunità sull’equity si possono trovare nei mercati emergenti, sia per la sottovalutazione dei prezzi sia per le prospettive in termini di utili conseguibili nei prossimi trimestri.

Per quanto riguarda la selezione dei titoli in base alla destinazione degli utili, la maggior parte dei money manager predilige le imprese che destinano quota crescenti degli utili a nuovi investimenti, seguiti da coloro che puntano su aziende che puntano a migliorare l’equilibrio del bilancio societario e, infine, da quelli che preferirebbero una maggiore attenzione alle politiche pro-dividendi.

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.