
In molti casi, le società tech offrono la soluzione a problemi imminenti. Questa caratteristica giustifica la forte crescita delle quotazioni. Intervista a Martin Moeller, co-head Swiss and Global Equity di Union Bancaire Privée (UBP)
A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?

È da un paio di anni che le tensioni politiche hanno acceso i riflettori su molte grandi aziende tecnologiche. Soprattutto quelle aziende che permettono ai loro utenti di pubblicare opinioni (anche politiche) o che hanno una posizione dominante sul mercato continuano ad essere sotto lo scrutinio pubblico e politico, e a essere sottoposte a regolari audizioni davanti alle istituzioni politiche. L’Europa ha aumentato la regolamentazione e la tassazione del settore (spesso rivolta ai colossi americani, ma che di fatto penalizza maggiormente le piccole imprese tecnologiche europee), e anche la Cina ha sorpreso il pubblico con l’intervento dello Stato, che ha fermato l’IPO del Gruppo Ant pianificata da Alibaba.
Tuttavia, molti player del settore Tech non sono soggetti a queste tensioni e anche le aziende sotto i riflettori politici continuano a mostrare una forte crescita e alti livelli di creazione di valore come dimostrano i loro Cash Flow Return on Investment. Gli effetti negativi del COVID sono stati avvertiti tipicamente in altre parti dell’economia. In molti casi, le società tech offrono la soluzione a problemi imminenti, offrendo servizi di e-commerce, comunicazioni e lavoro a distanza, e hanno beneficiato del contesto attuale. Troviamo quindi ragionevole il sentiment rialzista e ci aspettiamo che nel 2021 il settore continui a crescere e a creare valore.
La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. È tutto oro quel che luccica?
Il fatto che la capitalizzazione dei titoli tecnologici statunitensi abbia superato quella dell’intero mercato azionario europeo può essere spiegato con la crescita massiccia e la creazione di valore che le società tech statunitensi hanno dimostrato negli ultimi anni. I titoli tecnologici USA stanno raggiungendo livelli elevati di Cash Flow Return on Investment, mentre il mercato azionario europeo sta a malapena coprendo il costo del capitale dalla Crisi del 2008, il che significa che, in aggregato, dopo la deduzione del costo del capitale, non c’è stata creazione di valore economico in Europa (concetto del Valore Economico Aggiunto).
La capitalizzazione di mercato di una società è un indicatore del valore attuale di tutti i flussi di cassa futuri generati da tale società per il resto della sua vita. Il PIL di un paese è il valore aggiunto di tutti i servizi e prodotti creati in quel paese durante un anno. Questi due indicatori non sono quindi comparabili. Nel caso di Apple, la grande capitalizzazione di mercato dell’azienda è aumentata negli ultimi anni grazie a una crescita massiccia e alla creazione di valore, e può essere spiegata dai flussi di cassa futuri previsti per l’azienda.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

