Tech US: meglio le aziende che fanno utili senza problemi di leverage

Intervista a Riccardo Volpi, fund manager Pharus Sicav

Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?

 

Riccardo Volpi

L’aumento dei tassi d’interesse e la riduzione di bilancio hanno impattato molto sulle valutazioni dei titoli cosiddetti growth che sono presenti un po’ in tutti i settori. Ma si concentrano particolarmente nel settore tecnologico ed healthcare.

La restrizione di politica monetaria ha infatti innescato il cosiddetto de-rating valutativo, cioè utili che crescono accompagnati da prezzi dei titoli azionari che scendono rendendo questi settori molto interessanti dal punto di vista valutativo.

Le valutazioni infatti si sono riportate in media storica per questi segmenti di mercato rendendoli molto appetibili per un investitore di medio-lungo periodo. All’interno di questo gruppo di aziende che hanno corretto è necessario fare un distinguo: le aziende che fanno tanti utili e quelle invece che per ora non fanno utili ma che li faranno in futuro.

Sulla prima categoria, e stiamo parlando delle grandi aziende americane, notiamo che la riduzione delle valutazioni ha già creato grandi opportunità di mercato da iniziare ad accumulare. Per quanto concerne invece i titoli più growth che ancora non fanno utili, l’incertezza di breve termine data dalle risposte delle banche centrali all’inflazione potrebbero continuare a creare volatilità in questo segmento. Asset class che però ha già scontato tanto in termini di prezzo, dato che molti titoli hanno vissuto correzioni di mercato simili alla dot-com bubble.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?

Da un lato è vero che il debito netto negli ultimi anni è aumentato, aumento guidato in particolare dal contesto di bassi tassi d’interesse. Ma il leverage, misurato dall’ebitda diviso per il debito netto, si è ridotto. Questo perché le aziende hanno aumentato notevolmente la loro profittabilità e quindi il rapporto fra debito netto e ebitda si è ridotto.

Questa considerazione si riscontra maggiormente nelle aziende che fanno utili. Mentre le aziende che hanno più difficoltà nella profittabilità quindi maggiormente growth hanno sia aumentato il debito ma soprattutto fatto aumenti di capitale per cui i titoli azionari ne hanno risentito.

Alla luce di queste considerazioni quindi anche in questo caso è necessario dividere in due il mondo tecnologico. E per ora è meglio preferire le aziende che fanno utili dato che non hanno problemi di leverage.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.