L’incremento delle vendite dei colossi del Nasdaq non tornerà ai livelli del 2020 ma sarà più alto rispetto ai titoli dello S&P500. Intervista a Carla Scarano, senior portfolio manager global equity, Anima Sgr

 

L’impennata dei tassi statunitensi ha condizionato negativamente l’andamento dell’indice Nasdaq nel 2022. Credete che il calo delle quotazioni abbia scontato a pieno le aspettative sulle intenzioni della Fed?

 

Carla Scarano, Anima

Nel corso del 2022 le valutazioni societarie sono state il fattore più incisivo per i ritorni azionari americani. La salita repentina dei tassi di interesse ha comportato un aumento del costo del capitale per le imprese, che ha influito negativamente sui multipli di borsa.

Abbiamo, dunque, assistito ad una performance fiacca dei titoli ad alta durata finanziaria – e quindi ad elevata crescita – che sino alla fine del 2021 avevano invece dominato la scena, guidando i listini azionari verso i nuovi massimi di sempre. Nel corso del 2022, le maggiori società del Nasdaq 100 per capitalizzazione, come Microsoft, Apple, Amazon ed Alphabet, hanno perso circa il 30% del loro valore di mercato. La contrazione dei multipli ha avuto un ruolo determinante in questo fenomeno.

Se guardiamo al multiplo valutativo di queste società, che normalizza il prezzo di borsa sul fatturato, si è passati dal picco di 7x del fatturato toccato nel 2021 al 4x di oggi, in linea con la mediana storica, calcolata dal 2006. Il premio di queste società si è quindi ridotto drasticamente. Il punto, ora, è la sostenibilità della crescita degli utili futuri.

Nel decennio 2010-2021, il fatturato delle più grandi società del Nasdaq è aumentato di circa il 20%, mentre le aziende dello S&P registravano una crescita media del 5%. Per i prossimi due anni, gli analisti si aspettano un tasso di crescita del fatturato di Apple, Microsoft, Alphabet e Amazon in decelerazione rispetto al passato.

Le vendite dovrebbero infatti aumentare ad un tasso annuo di crescita di circa il 10%, pari alla metà di quello registrato nel decennio 2010-2021 ma comunque più alto del 7% atteso per altre società americane più tradizionali. 

L’attuale livello di tassi Usa potrebbe mettere in discussione le prospettive di crescita delle società tecnologiche più indebitate? Oltre alla dinamica dei tassi, quali altre variabili potrebbero condizionare l’andamento dell’indice nel 2023?

In generale, l’indice Nasdaq è composto da società solide da un punto di vista di bilancio, essendo caratterizzate da una bassa leva finanziaria ed una buona generazione di cassa. In media, infatti, le società che compongono il Nasdaq 100 presentano un margine del 20% sulla base del flusso di cassa generato al netto degli investimenti: un quoziente piuttosto solido.

Crediamo che, in uno scenario macroeconomico che potrebbe rimanere ancora incerto e complesso per queste aziende, la chiave per una buona performance del listino si trovi nell’andamento della profittabilità futura, e quindi anche nella capacità di generare una crescita del fatturato superiore alle attese.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.