Tra le aziende con queste caratteristiche si distinguono quelle del settore software esposte a data center e cloud. Intervista a Francesco Sedati, Resp. equity research & portfolio management di Eurizon

Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?
La correzione nelle valutazioni dei titoli tecnologici americani è stata speculare al movimento sulle aspettative di rialzo tassi della FED. La nostra view è che il movimento al rialzo dei tassi, e in particolare dei rendimenti dei titoli di stato decennali americani, potrebbe essere vicino ad una conclusione (se l’inflazione ha raggiunto un picco) e di conseguenza anche la fase di aggiustamento valutativa dei titoli tecnologici.
Tuttavia, i segnali di debolezza dell’economia ci fanno interrogare se aspettarci, dopo una correzione delle valutazioni, un aggiustamento al ribasso delle aspettative di utili, in particolare in quei segmenti che hanno beneficiato di una forte accelerazione della domanda nelle fasi di lock down (ad esempio i social media ed e-commerce) che ora potrebbero soffrire per la normalizzazione della domanda di consumatori e aziende. Inoltre, se l’inflazione rimarrà elevata, è possibile che i consumi rallentino ulteriormente favorendo beni di prima necessità a scapito, in particolare, di elettronica e software.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?
Al momento esiste un numero significativo di società tecnologiche che non hanno utili e con livelli di indebitamento elevati, pertanto molto vulnerabili ad un rialzo tassi e al rallentamento economico. Il mercato ha comunque già penalizzato duramente questi titoli che in molti casi sono scesi più del 70% dai massimi del 2021. In realtà gran parte della capitalizzazione del settore tecnologico è concentrata in poche realtà che non sono indebitate e hanno un’enorme generazione di cassa, il che rende la situazione attuale non paragonabile alla bolla del 2000 in cui la gran parte del settore tecnologico non aveva utili e trattava a valutazioni elevatissime. Anzi molte delle principali società tecnologiche hanno caratteristiche potenzialmente assimilabili a quelle di titoli difensivi, solidità patrimoniale e cash flow, che le renderebbe appetibili in una fase di rallentamento economico; tra le aziende con queste caratteristiche si distinguono quelle del settore software esposte a data center e cloud che sono guidate da trend secolari piuttosto che dal ciclo economico.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

