Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM in Italia

La guerra in Iran e la temporanea chiusura dello Stretto di Hormuz stanno ormai avendo ripercussioni evidenti a livello globale. Più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il rischio di effetti duraturi su inflazione, politiche monetarie e crescita economica.
La Cina non fa eccezione e, sotto diversi aspetti, risulta particolarmente esposta: il mix energetico cinese è ancora fortemente dipendente da carbone (55%), petrolio (18-20%) e gas (9-10%), nonostante la forte crescita di rinnovabili (22%) e nucleare (2-3%).

Pechino, principale importatore mondiale di petrolio, mantiene rapporti strategici con l’Iran nonostante le sanzioni e in passato aveva legami stretti anche con il Venezuela, prima del cambio di regime. Nel decennio scorso, infatti, la Cina aveva stretto accordi a lungo termine con il Venezuela, accettando greggio come pagamento per prestiti infrastrutturali.
Quando lo Stretto di Hormuz è stato chiuso, alcune petroliere cinesi hanno modificato le rotte passando per il Capo di Buona Speranza, allungando così i tempi di consegna di oltre due settimane. Questo ha spinto Pechino ad attivare canali diplomatici con Arabia Saudita e Russia per garantire forniture alternative.
Dal punto di vista geopolitico, la crisi in Iran pone la Cina in una posizione delicata, ma offre anche alcune opportunità. Pechino mira a mantenere stabili i flussi energetici e a rafforzare la propria influenza nella regione, anche tramite la Nuova via della seta, ma deve evitare uno scontro diretto con gli Stati Uniti.
Da questo punto di vista, posizionandosi come partner stabile e mediatore prudente, la Cina potrebbe rafforzare il ruolo internazionale del renminbi.
Sullo sfondo continua la corsa cinese nell’intelligenza artificiale (IA), campo nel quale mira a contendere la leadership americana: le sue aziende rappresentano oltre il 15% dei ricavi globali dell’IA e il 10% della capitalizzazione di mercato del settore, con punti di forza in aree come semiconduttori e piattaforme.
Sebbene l’intelligenza artificiale sia altamente energivora e dipenda quindi dall’accesso a energia a buon mercato, i progressi cinesi non sembrano risentire della guerra in Iran. Gli investimenti continuano, le applicazioni prendono piede e si avvicina la monetizzazione di questa nuova tecnologia.
Complessivamente prevediamo una crescita degli utili per azione del settore tecnologico cinese di oltre il 20% quest’anno.
Dall’inizio dell’anno, l’indice MSCI China ha perso quasi il 7%, contro il +1% dell’MSCI Emerging Markets, mentre l’Hang Seng Tech Index ha ceduto addirittura il 12% rispetto a un calo del 6% del Nasdaq 100. Gran parte di questa sottoperformance è riconducibile a fattori settoriali specifici: pressioni sui margini nel breve termine legate agli investimenti in IA, ritardi nel rilascio di DeepSeek V4, crescente concorrenza, recenti indagini regolamentari e assenza di sorprese positive nelle ultime trimestrali.
La correzione del settore tech cinese appare a nostro avviso eccessiva: le valutazioni si sono ridimensionate e il settore Internet tratta ora a circa 13x gli nutili attesi, essendo tornato ai livelli precedenti la presentazione di DeepSeek a inizio 2025.
In questa fase incerta, nel campo azionario il nostro approccio è rimanere investiti per non perdere possibili recuperi. Tuttavia, per migliorare la gestione del rischio si può considerare una rotazione settoriale: rispetto all’inizio dell’anno abbiamo riportato a neutrale il giudizio sulla tecnologia americana, sull’Europa (in particolare sulle banche) e sull’India, a vantaggio di aree difensive come la Svizzera e la farmaceutica.
Pur non essendo un settore difensivo, in considerazione delle valutazioni e delle prospettive di crescita, la tecnologia cinese rimane tra le aree che preferiamo e sulle quali posizionarsi approfittando dei recenti ribassi.
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

