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Tecnologia, utilities, telecom tra i maggiori beneficiari dei fondi europei

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Tecnologia, utilities, telecom tra i maggiori beneficiari dei fondi europei

Intervista a Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR

GAM sullo tsunami coronavirus

La spinta economica relativa al Recovery potrebbe favorire i Paesi  periferici. In modo particolare Italia e Spagna, i cui mercati azionari potrebbero prendere quota. Condividete quest’ipotesi?
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Poalo Mauri Brusa, Gam

La scorsa settimana 14 Paesi, sui 27 membri dell’Unione, hanno presentato il loro programmi d’investimento legati al piano di aiuti Next Generation Eu.

Si tratta di una svolta epocale per l’UE che, per la prima volta, emetterà debito comunitario per finanziare opere nazionali.

Italia e Spagna riceveranno i maggiori contributi: poco più di 200 miliardi per l’Italia, ai quali andranno aggiunti altri 30 miliardi finanziati con debito pubblico. Il piano spagnolo ammonta invece a circa 140 miliardi, di cui però solo la metà arriveranno dall’UE, ovvero solo la parte a fondo perduto.

Il resto verrà finanziato autonomamente attraverso l’emissione di debito. Lo stesso vale per la Francia, il cui piano “France Relance” da oltre 100 miliardi verrà finanziato autonomamente per circa la metà. Mentre la Germania riceverà solo 28 miliardi dall’Europa.

Indubbiamente Spagna e Italia hanno un’occasione imperdibile per effettuare tutta una serie di investimenti in infrastrutture che potrebbero aiutare le due economie a colmare il gap con i Paesi del Nord Europa. E dare una forte spinta ai relativi listini azionari.

Occasione però che deve essere sfruttata al meglio, attraverso una meticolosa pianificazione degli interventi, cercando di minimizzare la spesa improduttiva.

Se il Recovery riuscirà a spingere i mercati periferici dell’Eurozona, credete che saranno le small cap o le large cap di questi listini a trarre i maggiori vantaggi?

Una parte consistente delle risorse messe a disposizione dal Recovery Fund dovrà essere impiegata per digitalizzazione, sostenibilità ambientale e mobilità green.

Guardando ai listini europei in generale, non solo quelli dei Paesi periferici, è sicuramente più opportuno fare un’analisi di tipo settoriale, più che una selezione per segmento di capitalizzazione: tecnologia, utilities, telecom saranno fra i maggiori beneficiari dei fondi europei.

La pandemia ha trasformato in modo permanente il mondo del lavoro (smart working) rendendo evidente la necessità di infrastrutture digitali avanzate (fibra ottica, 5G, cloud).

In questo ambito saranno certamente coinvolte sia le grandi multinazionali del settore delle telecomunicazioni e della tecnologia, sia le piccole e medie imprese che operano nell’ambito dei servizi tecnologici avanzati e dello sviluppo di software.

Analogo discorso si può applicare agli investimenti per la sostenibilità ambientale, con focus quindi sulle energie rinnovabili. Che vedrà coinvolti da un lato i grandi gruppi del settore elettrico e petrolifero, dall’altro le piccole e medie imprese legate ad esempio alla circular economy.

Se poi pensiamo alla mobilità green, a questo tema sono interessate sia le grandi case automobilistiche che le piccole società che operano nel campo della micromobilità elettrica.

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