Tra ripresa e inflazione: come posizionarsi per il nuovo scenario economico?

Lo scenario pur positivo fa sorgere diverse domande cruciali per gli investitori. Gli esperti di WisdomTree analizzano le opportunità e i rischi nell’outlook di metà anno 

La ripresa economica sempre più solida dopo la pandemia da Covid-19 sembra pronta a espandersi verso altre aree e Paesi nella seconda metà del 2021, spinta da campagne vaccinali, stimoli fiscali e monetari e domanda repressa dei consumatori. Tuttavia, i CIO di T. Rowe Price, società di gestione indipendente con oltre 1.500 miliardi di dollari di AuM1, nel Mid-Year Market Outlook 2021 sottolineano come questo scenario pur positivo faccia sorgere diverse domande cruciali per gli investitori. Una delle più importanti è se la crescita sarà abbastanza solida da soddisfare le aspettative ottimistiche sugli utili aziendali. Senza alimentare forti pressioni inflazionistiche. Tali cioè da costringere potenzialmente la Fed e altre banche centrali a invertire più rapidamente la rotta verso politiche monetarie meno accomodanti.

Un boom economico senza precedenti

Secondo Rob Sharps, President, Head of Investments and Group CIO, “La domanda repressa e le politiche fiscali e monetarie dovrebbero supportare una crescita superiore alla media fino al 2022 inoltrato. Se la domanda da parte dei consumatori continuerà ad accelerare nella seconda metà del 2021, potremmo assistere al boom economico più intenso che si sia visto da molto tempo”.

Inoltre, prosegue Sharps, “Accelerando l’adozione di tecnologie e modelli di business più efficienti, la pandemia potrebbe anche gettare le basi per incrementi futuri della produttività, facendo aumentare il potenziale di crescita nel lungo periodo per l’economia e gli utili a livello globale”.

L’inflazione può favorire l’azionario, ma fino a un certo punto

In questo contesto, Justin Thomson, Head of International Equity e CIO Equity, è convinto che le azioni possano performare bene nel caso di un modesto rialzo dell’inflazione, senza un’accelerazione significativa. “Storicamente, i periodi di aumento dell’inflazione sono stati relativamente positivi per l’azionario nel complesso. Ma solo fino a un certo punto. Quando l’inflazione supera il 3% o il 4%, tende ad avere un impatto negativo sui rendimenti.

Secondo Thomson, vi sono anche altri segnali che invitano a una certa cautela. “In generale, sebbene si stiano registrando alcuni eccessi speculativi in aree come criptovalute, SPAC e veicoli elettrici, i mercati azionari globali e USA non appaiono vicini a una bolla. Ciò detto, molte medie azionarie appaiono tirate, pur considerando i tassi di interesse ultra-bassi. Ciò suggerisce prospettive di rendimento più contenute per gli investitori azionari, anche se la crescita rimanesse relativamente solida”.

Rotazione in arrivo verso il reddito fisso?

Più favorevoli al momento appaiono le prospettive per gli investitori obbligazionari. Secondo Mark Vaselkiv, CIO Fixed Income, “i rendimenti in aumento rappresentano chiaramente un rischio, ma possono anche creare potenziali opportunità. Infatti, rendimenti più elevati potrebbero rendere attraenti alcuni settori del credito rispetto all’azionario, innescando cambiamenti di allocazione. A un certo punto, molti investitori azionari vorranno cercare di realizzare i guadagni di cui hanno goduto grazie al mercato rialzista. In tal caso, potremmo assistere a una rotazione verso il reddito fisso”.

Guardando avanti, aggiunge Vaselkiv, “Gli investitori obbligazionari alla ricerca di opportunità attraenti nella seconda metà dell’anno dovranno probabilmente concentrarsi sui settori più rischiosi del credito, come i bond high yield USA e globali, i prestiti bancari e le obbligazioni corporate emergenti”.

I fattori di rischio da monitorare

Sebbene la ripresa economica globale nella prima metà del 2021 sia stata più rapida e solida di quanto i mercati si aspettassero all’inizio dell’anno, i CIO del Gruppo segnalano alcuni fattori di rischio da monitorare per i prossimi mesi:

1. Coronavirus – Sebbene le campagne vaccinali stiano prendendo velocità nei Paesi sviluppati, i progressi restano più lenti nel resto del mondo, mentre le nuove varianti rimangono un potenziale rischio.

2. Politiche fiscali statunitensi – Anche se l’Amministrazione Biden sta cercando di aumentare la tassazione sulle aziende, è atteso un incremento solo modesto, con un impatto neutrale per i mercati azionari statunitensi. Tuttavia, le proposte relative all’aumento delle imposte su plusvalenze e dividendi, se approvate, sarebbero negative per i rendimenti netti di quasi tutte le asset class.

3. Valutazioni – I multipli prezzo-utili in alcuni settori e per alcuni titoli implicano aspettative molto ottimistiche sulla crescita degli utili. Anche risultati relativamente solidi nel secondo semestre potrebbero non essere sufficienti per rispettare queste aspettative, cosa che può generare volatilità di mercato.

4. Instabilità politica – America Latina, Europa orientale e Medio Oriente presentano catalizzatori che potrebbero essere in grado di generare disruption nell’economia globale.

Al di là dei fattori di rischio, lo scenario economico globale trasformato sta generando anche potenziali opportunità. Secondo i CIO di T. Rowe Price, i trend post-pandemia possono creare sia vincitori che vinti, fornendo più spazio ai gestori attivi per cercare rendimenti in eccesso. Solide capacità di ricerca, supportate da risorse globali adeguate, saranno strumenti fondamentali in questa ricerca.

 

 

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