Intervista a Hussain Mehdi, Macro & Investment Strategist, HSBC Asset Managament

La Fed ha comunicato che il primo ritocco ai tassi dovrebbe arrivare a marzo. Fin dove credete possa spingersi il rendimento del Treasury decennale nel corso del 2022 e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi Usa?

Hussain Mehdi

Nonostante il recente selloff in US Treasuries con gli investitori che hanno valutato una serie di aumenti dei tassi di interesse della Fed quest’anno, pensiamo che i rendimenti abbiano il potenziale per aumentare ulteriormente nel 2022, dal momento che l’economia continua ad espandersi e la Fed sta rimuovendo l’allentamento monetario, prima riducendo gli acquisti di asset e poi aumentando i tassi di interesse.

Lo scenario di base che prevediamo è che la Fed effettuerà cinque rialzi quest’anno e inizierà la politica di “quantitative tightening” (vale a dire la riduzione del bilancio) a giugno. Ma bisogna tenere in considerazione i rischi di una stretta più aggressiva se l’inflazione e i salari rimangono elevati.

È più probabile che il rialzo dei rendimenti nominali dei treasury derivi dalla componente reale, aggiustata per l’inflazione. A circa -60 pb, questo rendimento “reale” rimane ben al di sotto dei livelli di equilibrio percepiti. E sarà difficile da sostenere con l’irrigidimento della politica monetaria.

Tuttavia, pensiamo che una grande spinta verso l’alto dei rendimenti sia improbabile, data la politica relativamente accomodante della BCE/BoJ e la sostenuta domanda globale.

Infine, pensiamo che la curva dei rendimenti USA continuerà ad appiattirsi quest’anno. Questo è coerente con i precedenti cicli di stretta della Fed. Tuttavia, crediamo che l’inversione della curva – un tipico precursore della recessione – sia ancora lontana.

In questa fase di mercato quali tipologie di titoli di Stato Usa ritenete sia opportuno inserire in portafoglio?

Pensiamo che i Treasuries abbiano ancora un ruolo importante nei portafogli come asset diversificatore, nonostante alcune preoccupazioni sulla sua affidabilità nel proteggere i portafogli da episodi di debolezza dei mercati azionari. Preferiamo i Treasuries a lunga scadenza perché pensiamo che il rischio di rialzo dei rendimenti sia concentrato nella parte più breve della curva.

Nel frattempo, l’incentivo di possedere i Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) in questo frangente è diminuito perché secondo noi c’è un margine limitato per i rendimenti reali di spingersi materialmente più in basso da livelli già depressi. Tuttavia, le potenziali sorprese al rialzo a breve termine sull’inflazione aumentano il carry di questa asset class.

 


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.