A colloquio con Jon Maier, CIO di Global X

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?

I rendimenti dei Treasury USA, in particolare quelli della parte lunga della curva, hanno mostrato una notevole volatilità quest’anno. Da agosto a inizio novembre si è verificato un massiccio aumento dei rendimenti a lunga scadenza, con il rendimento a 10 anni che ha raggiunto circa il 5%, un livello che non si registrava dal 2007.
Riteniamo che questo aumento sia dovuto all’elevata emissione di Treasury, ai solidi dati economici e alle nuove pressioni inflazionistiche dovute alle preoccupazioni geopolitiche.
Nell’ultimo periodo, tuttavia, i rendimenti sono diminuiti in modo significativo, e il rendimento a dieci anni è sceso sotto il 4,6%. Attribuiamo questa variazione dei rendimenti ai commenti dovish della Fed, all’annuncio da parte del Tesoro statunitense di un’offerta favorevole sulla parte lunga della curva e ai dati sull’occupazione inferiori alle aspettative.
In prospettiva, prevediamo una diminuzione dei venti contrari sulla parte lunga della curva e una riduzione della volatilità dei tassi. Ciò ci induce a ritenere più probabile che i tassi tendano al ribasso piuttosto che al rialzo fino alla fine dell’anno.
Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata ai treasury decennali o che sia meglio focalizzarsi su titoli di stato Usa a scadenza più breve?
Crediamo che esistano opportunità sia sul segmento a breve sia su quello a lungo termine della curva dei rendimenti. Nel breve, i rendimenti si mantengono elevati, offrendo agli investitori una certa protezione dalla volatilità osservata sulla parte a lungo termine.
Anche se non è il nostro scenario principale, il segmento a breve termine potrebbe trarre vantaggio da un taglio dei tassi d’interesse, attualmente previsto dal mercato a partire da maggio 2024. Tuttavia, vi è il rischio di reinvestimento per questi investitori, dato che molti considerano i tassi attuali come il picco nel breve termine.
Per quanto riguarda il lungo termine, nell’ultima settimana si è osservata una diminuzione dei fattori che spingevano al rialzo i rendimenti, il che potrebbe rendere più attraente aggiungere duration in portafoglio. Gli investitori possono ancora assicurarsi rendimenti relativamente alti (se confrontati con il decennio passato) e possono beneficiare di un potenziale incremento del valore se i rendimenti dovessero continuare a calare.
Come detto ci aspettiamo una riduzione della volatilità dei tassi d’interesse nel breve termine, ma permangono delle incertezze legate a un possibile rinnovo delle aspettative inflazionistiche, che potrebbero innalzare nuovamente i rendimenti. Per gli investitori che mantengono i titoli fino alla loro scadenza, comunque, la volatilità del prezzo è un fattore di minore importanza.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

