I principali indici azionari hanno toccato nuovi massimi dopo gli ultimi comunicati Trump. I mercati stanno sottovalutando i potenziali rischi al ribasso? Anthony Willis, Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments

Ancora una volta i mercati finanziari hanno ignorato gli annunci di Donald Trump in materia di dazi. L’indice S&P 500 ha toccato un nuovo massimo a conferma che gli operatori puntano su una soluzione di compromesso che fissi l’entità delle misure volute da Trump al 10%. Anche in Europa si osserva una tendenza analoga: la scorsa settimana sia il DAX tedesco sia il FTSE 100 britannico hanno raggiunto i loro massimi storici.

Tuttavia, non bisogna sottovalutare la view di Trump che vede nella sostanziale stabilità dei listini uno stimolo a fare la voce grossa

Il quadro delineato da Trump è ancora una volta molto eterogeneo. Per alcuni Paesi, le tariffe saranno ben superiori al 10%. Trump ha dichiarato che, in assenza di un “accordo”, la maggior parte delle nazioni sarà soggetta a un’aliquota compresa tra il 15% e il 20%. Il Vietnam, ad esempio, sarà soggetto ad una tariffa del 20% — meno pesante rispetto al dazio reciproco del 46%, ma comunque rilevante. Si parla di possibili accordi quadro imminenti con l’Unione Europea e l’India, anche se Trump ha minacciato una tariffa del 30% per l’UE.

Brics nel mirino di Trump

Per quanto riguarda l’India, ha ventilato un ulteriore 10% di dazio, giustificandolo con l’appartenenza del Paese al gruppo BRICS, che secondo il Presidente sarebbe nato con l’intento di “danneggiare” gli Stati Uniti. In teoria, ciò implicherebbe un’aliquota aggiuntiva del 10% per tutti i membri BRICS. Tuttavia, Trump ha già annunciato una tariffa del 50% sul Brasile, un netto aumento rispetto al 10% comunicato ad aprile, nonostante il Paese registri un deficit commerciale con gli Stati Uniti.

I fondamentali economici restano solidi, ma i prossimi mesi saranno cruciali per valutare l’impatto ritardato dei dazi doganali.

Le imprese dovranno decidere se assorbire i costi aggiuntivi o trasferirli sui consumatori. Alla luce degli attuali livelli di mercato, desta preoccupazione il fatto che molte notizie positive sembrino già incorporate nei prezzi, mentre i potenziali rischi al ribasso — legati a dazi più elevati del previsto e a una portata limitata degli accordi commerciali — potrebbero essere stati sottovalutati.

Ci stiamo avvicinando a un periodo dell’anno caratterizzato da un calo dei volumi di scambio, dovuto alle vacanze degli operatori di mercato, durante il quale i titoli dei giornali possono avere un impatto sproporzionato sui mercati. Monitoreremo con particolare attenzione la prossima stagione degli utili e i dati sull’inflazione, fondamentali per valutare l’effetto dei dazi doganali e, naturalmente, per osservare i livelli effettivi delle tariffe che verranno concordate o imposte nelle settimane a venire.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.