Da preferire i temi più basati negli States, come la robotica, meglio posizionati delle loro controparti europee. Intervista a Morgane Delledonne, head of investment strategy Europa di Global X

Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?
I titoli tech hanno sofferto fin dall’inizio dell’anno per le aspettative di tassi di interesse più alti. Tuttavia, alcuni investitori stanno cominciando a ruotare la loro esposizione dai titoli value verso settori maggiormente difensivi, il che suggerisce che le aspettative di inflazione abbiano raggiunto un picco e il rialzo dei tassi sia in gran parte già prezzato.
Dopo un inizio di anno difficile, molti titoli tech ora hanno valutazioni che appaiono piuttosto favorevoli, soprattutto nella robotica, nella telemedicina, nelle tecnologie per la decarbonizzazione e, in misura ancora maggiore, nel fintech. L’Indxx Global Fintech Thematic Index scambia attualmente a un rapporto price-to-sales (P/S) di appena 2,8x, molto al di sotto della sua media di lungo termine di 5,9x.
Per questo motivo, potrebbe essere un buon momento per entrare in questo settore per gli investitori che cercano di sfruttare le dinamiche di fine ciclo. Gli Stati Uniti inoltre beneficiano di uno scenario macro più solido di gran parte del resto del mondo, il che significa che i titoli tech americani e i temi più basati negli States, come la robotica, sono meglio posizionati delle loro controparti europee.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?
La sostenibilità dei livelli di indebitamento varia molto caso per caso e dipende dalla qualità dell’azienda. Generalmente, al netto delle aziende small cap, la maggior parte delle aziende tech americane ha una leva (misurata come rapporto tra debito ed EBITDA) inferiore rispetto allo S&P 500. Inoltre, la liquidità nei bilanci delle aziende USA è a livelli record, il che ha portato a grandi operazioni di buyback e distribuzioni di dividendi nel primo trimestre.
Fuori dagli States, anche la leva dell’indice MSCI Tech ex-US, quindi esclusi gli Stati Uniti, è bassa, e vicina ai livelli pre-pandemici del primo trimestre 2019. Questo indice è sbilanciato verso l’Asia, e in particolare Taiwan, Giappone e Corea del Sud, in cui molte aziende tendono ad essere più conservative e a mantenere dunque ampie riserve di liquidità.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

