Un buon momento per investire in azioni europee

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Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am, ci illustra le ragioni a supporto della preferenza per il Vecchio Continente e in particolare per le small cap

La spinta economica relativa al Recovery potrebbe favorire i Paesi periferici. In modo particolare Italia e Spagna, i cui mercati azionari potrebbero prendere quota. Condividete quest’ipotesi?

Sono diversi i fattori da considerare per rispondere a questa domanda. In primo luogo, la politica monetaria rimarrà accomodante e la BCE continuerà a comprare obbligazioni sovrane. Questo implica che i costi di rifinanziamento – anche in Italia e Spagna – rimarranno bassi.

In secondo luogo, la spesa fiscale – attraverso il Recovery Fund – è rivolta particolarmente ai Paesi in difficoltà – e Italia e Spagna ne trarranno vantaggio in modo proporzionale. In terzo luogo, dal punto di vista degli investimenti, continuiamo a favorire gli spostamenti rotazionali all’interno dello spazio azionario e favoriamo i titoli pro-ciclici “value”.

Ad esempio, nella nostra asset allocation tattica abbiamo recentemente deciso di sovrappesare le banche dell’Eurozona, e migliorato la nostra valutazione sulle compagnie aeree, ma anche sui settori del tempo libero, degli hotel e dei ristoranti.

 

Gero Jung, Mirabaud AM
Se il Recovery riuscirà a spingere i mercati periferici dell’Eurozona, credete che saranno le small cap o le large cap di questi listini a trarre i maggiori vantaggi?

A nostro avviso, questo è un buon momento per investire in azioni europee e privilegiamo i titoli di small e mid cap. Le ragioni sono molteplici.

In primo luogo, l’attività dell’economia globale sta accelerando, con il PIL globale che probabilmente rimarrà al di sopra del suo potenziale per diversi trimestri. In Europa – compresa la Svizzera – queste società sono più esposte al ciclo globale, mentre questo scenario è di supporto per i mercati azionari europei nel loro complesso.

In tandem con questa maggiore sensibilità alla crescita globale, le piccole e medie imprese sono molto più orientate verso il settore industriale, in termini di attività. In effetti, è il settore più grande e sta traendo vantaggio dalla forte ripresa del ciclo manifatturiero globale.

Guardando alle economie sviluppate, il settore industriale sta guidando la ripresa, come suggerito dagli attuali indicatori, compresi i dati PMI.

Inoltre, se da una parte l’anno scorso i guadagni delle small e mid cap sono stati duramente colpiti, ora stanno recuperando terreno molto più attivamente delle large-cap. Infine, i loro bilanci sono solidi e stanno raggiungendo livelli record di liquidità.

Tutto questo segue un lungo processo di riduzione della leva finanziaria che è iniziato dopo la crisi dell’Eurozona – e, nonostante il loro rapporto fra debito totale/asset sia recentemente aumentato, registra comunque valori ancora inferiori a quelli del 2009.

Infine, le small cap dovrebbero beneficiare di un potenziale di recupero in termini di valutazione relativa.

Il rapporto P/E ‘forward’ delle small cap rispetto al P/E ‘forward’ delle large cap è a livelli relativamente bassi, mentre per le mid cap questo rapporto è vicino alla sua media decennale.

 

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