
A colloquio con Luca Tobagi, Invesco

Nel vasto universo dell’azionario emergente, l’equity asiatico e quello dell’Est Europa sembrano essere le due aree più promettenti per i prossimi anni. Siete d’accordo con questa view o date maggiori chance ad altre aree?
L’Asia emergente a nostro parere è un’area molto interessante. Procedendo con ordine, ci sembra che la Cina abbia un grande potenziale da esprimere, all’interno dei propri confini e all’esterno, nel medio e nel lungo termine. La Belt and Road Initiative a ovest e la Regional Comprehensive Economic Partnership a sud est candidano infatti il Paese al ruolo di perno per lo sviluppo e punto di riferimento per l’intera area asiatica. A questi due pilastri per la crescita esterna, nel 2020 la Cina ha affiancato un alto livello di attenzione all’economia domestica, provata dalla pandemia, con il sistema della “doppia circolazione”.
L’India, l’altro gigante della regione, ha subito una severa battuta d’arresto a causa del Covid-19. A nostro avviso, ciò rappresenta un problema temporaneo e non intacca le potenzialità di medio-lungo periodo del Paese.
Anche dal punto di vista finanziario la Cina e l’intera area asiatica emergente rappresentano un’opportunità interessante. Le tensioni con gli USA, in un’amministrazione Biden, potrebbero allentarsi, benché più lentamente di quanto i più ottimisti pensino, ma crediamo che sia il versante obbligazionario sia quello azionario in Asia possano essere di interesse, soprattutto nell’eventualità, che la presidenza Biden potrebbe rendere più probabile, di un indebolimento del Dollaro. E una graduale maggiore apertura dei mercati finanziari potrebbe favorire l’afflusso di capitali dall’estero, elemento tendenzialmente favorevole a sostenere i mercati.
Tutte le potenzialità sono concentrate in Cina e India?
L’Asia emergente non è solo Cina o India, ma anche altri Paesi, con economie tendenzialmente in crescita sostenibile, sempre più integrate nelle catene produttive e del valore globali. È possibile che un inasprimento del versante tecnologico della guerra commerciale porti a un frazionamento regionale del mercato globale della tecnologia. Ciò potrebbe rappresentare un rischio poco considerato nel breve-medio termine, ma crediamo possa diventare un volano per un ulteriore rafforzamento delle economie di alcuni Paesi dell’area.
Infine, in un mondo in cui le valutazioni azionarie si sono espanse molto e le aspettative per una ripresa del ciclo economico diventano più positive, crediamo che l’Asia emergente possa essere una buona opportunità: tratta infatti a valutazioni inferiori a quelle delle alte principali regioni globali, che tendenzialmente potrebbero esporla agli effetti positivi di una rotazione verso il value, e offre una buona esposizione a settori ciclici, a loro volta oggetto di una rotazione che potrebbe favorirli.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

