A colloquio con James T. Tierney, CIO Concentrated US Growth di AllianceBernstein


Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?
Restiamo ottimisti sul mercato azionario USA, ma ci aspettiamo cambiamenti. Finora i profitti sono stati spinti dall’ottimismo verso le mega-cap, soprattutto nei settori tech, comunicazioni e beni di consumo discrezionali.
Questa concentrazione, sebbene già vista in passato, non ha mai raggiunto tali livelli, soprattutto all’interno di un unico settore, il tech.
A nostro avviso, c’è il rischio di un riassestamento generale, come avvenuto in passato quando si sono verificate condizioni simili di concentrazione (2007 e 1999). Di recente, però, il mercato ha iniziato a diversificarsi. Ed è probabile che la composizione della performance cambi.
Se, nel primo semestre, gli investitori hanno favorito i titoli tematici piuttosto che basarsi sulle stime degli utili a breve termine, con una crescita economica più sfidante (probabile visto l’andamento dei consumi), potrebbero guardare verso le aziende con una solida prospettiva a lungo termine, favorendo settori e nomi che vanno oltre i “Magnifici sette”[1].
Nonostante le sfide legate all’indebitamento e al possibile rallentamento della crescita economica negli Stati Uniti, il rientro delle attività produttive e una cultura dell’innovazione più ampia dovrebbero mantenere gli Stati Uniti come una regione di investimento promettente nel lungo termine.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
È probabile che l’AI stimolerà la produttività a livello mondiale. Ma per ora le principali aziende che forniscono queste capacità sono negli Stati Uniti, e questo è un chiaro vantaggio. Gli Stati Uniti sono storicamente una buona area di investimento, grazie a una continua innovazione e a un panorama normativo favorevole.
Mantenere questo status è fondamentale. Confido nella spesa delle aziende in ricerca e sviluppo. E mi aspetto che gli USA manterranno la leadership a livello globale.
Tuttavia, è fondamentale controllare e gestire le sfide normative, che potrebbero aumentare sia a livello nazionale sia internazionale soprattutto per i franchise del tech.
Eventuali battute d’arresto di rilievo costituirebbero un significativo vento contrario per il settore e per l’economia in generale. Finora, gli Stati Uniti hanno avuto una storia altalenante di successo. Se il trend continuerà, continueranno a essere attraenti per gli investitori globali.
[1] Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet Inc., Meta Platforms, NVIDIA e Tesla.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

