Gli investimenti compiuti dalle aziende confermano trend secolari benefici per il settore. Intervista a Mark Baribeau, portfolio manager di PGIM Jennison Global Equity Opportunities fund

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Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?

Il settore Information Technology dell’indice S&P 500 è sceso dell’8,4% nel primo trimestre del 2022 ed è stato uno dei settori con le peggiori performance dell’indice S&P 500®, che ha avuto un rendimento di -4,6%. Il trimestre ha rappresentato un periodo di assestamento a seguito di due anni di forti performance per il settore tecnologico.

La performance nel trimestre è stata guidata dalla compressione dei multipli, nonostante i recenti report sugli utili del settore tecnologico continuino ad essere positivi. Ciò si riflette sui risultati all’interno del settore: le aree che hanno registrato i più alti livelli di crescita degli utili a lungo termine (servizi IT, software e semiconduttori) hanno incassato le peggiori performance. L’attuale contesto macroeconomico incerto è stato il motore di tale risultato.

Fattori come l’aumento dei tassi, l’inflazione persistente, la maggiore aggressività della Fed e l’invasione dell’Ucraina sono alla base dell’attuale incertezza e quindi del conseguente rafforzamento del meccanismo di sconto delle azioni. Non è quindi sorprendente che le azioni di più lunga durata (aree come la crescita secolare e soprattutto i titoli tecnologici) abbiano avuto la peggiore performance e i più alti livelli di compressione dei multipli.

 

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?

A differenza dell’ultimo ciclo economico 2009-2019, le valutazioni riflettono maggiormente queste forti tendenze secolari; inoltre, il mercato si sta ampliando visto le attese di forte crescita del PIL per il 2021 e il 2022, senza considerare l’ampio consenso sul fatto che tassi e inflazione più elevati sono in arrivo (anche se da un punto di partenza molto basso). Quindi, in prospettiva, possiamo aspettarci una continua volatilità e consolidamento per il settore tecnologico, sia relativo sia assoluto.

La pandemia ha accelerato l’adozione delle tecnologie digitali di diversi anni e prevediamo che molti di questi cambiamenti saranno permanenti. Le aziende stanno comprendendo che, per rimanere competitive in questo nuovo ambiente, devono valutare l’importanza strategica della tecnologia come componente essenziale del business e non solo come fonte di efficienza dei costi. Di conseguenza, le aziende stanno effettuando investimenti che probabilmente garantiranno il perpetuarsi di questa tendenza. Ciò è visibile su più fronti: spese in conto capitale ad alto contenuto tecnologico, strategie di e-commerce, transizione delle imprese verso il cloud, modelli di business direct-to-consumer e applicazioni software trasversali.

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.