Volatilità e inflazione? Sarà la gestione attiva a fare la differenza

Molti investitori non hanno mai vissuto un periodo di inflazione. Sarà determinante la selezione di aziende con potere di determinare i prezzi. Jim Tierney, Cio e gestore del Concentrated American growth portfolio di AllianceBernstein

Le rotazioni sono la linfa vitale delle fasi bullish di un mercato e sembra che questo movimento stia interessando l’equity Usa da qualche mese. Ritenete che questo trend sia destinato a proseguire?

Le rotazioni saranno probabilmente con noi finché ci saranno cicli ed emozioni negli investimenti.  Ciò che ha reso interessante lo scorso anno è stata la rapidità del cambiamento del ciclo, così come la magnitudine delle variazioni delle valutazioni.

Con la ripresa dell’economia statunitense, e di quella globale, crediamo vi saranno ulteriori rotazioni basate sul ritmo e sulla durata di questa ripresa. Riteniamo anche che l’investimento in ETF stia ingigantendo le oscillazioni, dato che ora si possono trovare strumenti che abbracciano qualsiasi concetto o tema di investimento. D’altro canto, questo crea anche opportunità per gli investitori fondamentali con una profonda inclinazione alla ricerca.

Un tema specifico può repentinamente rientrare o uscire dal favore degli investitori e questo lascia spazio ai gestori attivi con un’ottica di lungo termine per comprare ai minimi e vendere ai massimi, premiandoli. Il nostro approccio concentrato, possedendo solo 20 aziende, ci permette di fare esattamente questo.

 

Errori nella comunicazione da parte della Fed, accelerazione improvvisa dell’inflazione, dati deludenti del mercato del lavoro. Quali di queste variabili credete sia in grado di provocare una seria battuta d’arresto a Wall Street?

Molti investitori nel mercato di oggi non hanno mai sperimentato l’inflazione e non hanno dovuto rispondere alla domanda se l’azienda che possiedono ha potere di determinare il prezzo o meno.  Questa domanda fondamentale è la differenza tra l’espansione e una potenziale compressione dei margini. Pensiamo che questo diventerà sempre più importante nei prossimi 18-24 mesi.

Negli Stati Uniti, stiamo assistendo a un’inflazione materiale dei salari e dei beni che potrebbe diventare più acuta. Come tale, l’accelerazione dell’inflazione è il rischio maggiore che vediamo oggi sul mercato. Tuttavia, l’impatto non sarà uniforme.

Alcune aziende saranno in grado di gestire meglio di altre. Crediamo che questa realtà possa diventare un vantaggio all’interno di un approccio concentrato se si possiedono i price setter e si evitano i price taker.  All’interno di un fondo indice o di un ETF più ampio, si finisce per possedere tutto… buono e cattivo.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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