Mario Montagnani, Senior Investment Strategist & Market Outlook 2024 e Member of the Vontobel Investment Committee Wealth Management nella presentazione delle view della casa per il 2024 ha sintetizzato quanto successo l’anno scorso in una maniera piuttosto vivida:

Mario Montagnani

”Il 2023 si è configurato come l’esatto opposto del 2022, anche a livello macro. Le materie prime nel loro complesso erano state l’unica asset class che aveva ben performato nel 2022 (+16,1%) mentre quest’anno il risultato è stato negativo, con un calo dei corsi del -7,9%.

In compenso l’asset class regina è stata l’azionario tecnologico. Nello specifico il Nasdaq 100 ha fornito nel 2023 un rendimento del +44,6% a fronte di una discesa pari a circa -32,5% l’anno precedente”.

Anche a livello di andamento del pil, gli scenari più foschi previsti 12-15 mesi fa non si sono concretizzati. Va detto che Montagnani e il gruppo per cui lavora si aspettano comunque una recessione per il 2024, un’eventualità che è stata solo rimandata e non cancellata dall’orizzonte.

Interessante appare l’analisi inerente gli elementi di supporto del ciclo fino ad ora: “L’economia ha potuto godere di una Federal Reserve che ha comunque messo in pausa il restringimento quantitativo, mentre la politica fiscale è stata dappertutto, e in particolare negli Usa, generosa. Inoltre il mercato del lavoro era solido e il risparmio delle famiglie elevato. Infine le aziende, durante la fase di minimo dei tassi di interesse, hanno emesso una grande quantità di debito. Di conseguenza il 2023 non è stato caratterizzato da una marcata attività di rifinanziamento”.

Tutti i pilastri enumerati dovrebbero affievolirsi se non invertirsi nel 2024. Per fortuna il processo di rientro dell’inflazione dovrebbe proseguire tutto sommato rapidamente e senza grandi sussulti. Ciò permetterà alle banche centrali di incominciare a tagliare i tassi, aiutando così il sistema in questo periodo di transizione.

A fronte dunque di una recessione contenuta, Vontobel Wealth Management mantiene un atteggiamento neutrale sull’azionario globale mentre prospettive positive sembrano presenti per quanto riguarda i titoli di Stato.

Dall’altra parte, coerentemente con questo scenario, il dollaro statunitense dovrebbe finalmente declinare in maniera significativa, cosa che generalmente tende a favorire le quotazioni dell’oro. Quest’ultimo dunque dovrebbe continuare a giocare per quest’anno un ruolo importante a livello di hedging.


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Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.