Nel breve le quotazioni potrebbero riprendere a salire quando la Fed opererà il primo taglio dei tassi. Intervista a Luca Simoncelli, investment strategist Invesco

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?

Nel breve periodo la variabile chiave per identificare una solida opportunità di investimento sui mercati azionari USA è legata alla probabilità di anticipare un primo taglio ai tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, credo quindi che nei prossimi mesi si proporrà una situazione di incertezza. In mancanza di un chiaro segnale di rilassamento delle condizioni monetarie che richiederà ancora qualche mese ad arrivare, con valutazioni implicite elevate e le attese degli analisti sulla crescita degli utili già piuttosto ottimiste, propendiamo quindi per un posizionamento di marginale cautela nel breve periodo.
Se il rallentamento della crescita economica in atto pensiamo debba ancora riflettersi appieno sulle attese di profittabilità aziendale, nel medio periodo invece, pensiamo che il mercato americano stia ponendo le basi per la ripartenza di un nuovo ciclo, e queste fondamenta ci sembrano molto solide. Il mercato americano rimane quindi una componente irrinunciabile all’interno di un portafoglio azionario costruito per il medio-lungo periodo. Crediamo inoltre che il perimetro dei rialzi azionari si andrà ad allargare oltre il settore tecnologico, che ha trainato il mercato nel passato recente, andando ad esempio a comprendere sempre più anche titoli a media e bassa capitalizzazione di mercato.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
Le potenzialità di avanzamento nella produttività del “corporate america” si trovano strutturalmente in una posizione di vantaggio a livello globale; non solo in termini di sviluppo tecnologico ma più in generale per la competitività nel lungo periodo dell’intero tessuto economico. In una fase di de-globalizzazione le aziende americane sono infatti in vantaggio competitivo nell’intercettare questo flusso di investimenti ed il potenziale di maggiore produttività è un fattore centrale a questa dinamica.
Sui mercati azionari credo che nel prossimo futuro vedremo un passaggio di interesse dalle poche e grandi aziende tecnologiche che hanno beneficiato della fase iniziale nel ciclo di sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, verso una serie di aziende oggi meno conosciute ma che sapranno sfruttare al meglio la crescita di un vero e proprio ecosistema legato in primis al AI, ma anche alla cyber security ed alle tecnologie del cloud computing. Le potenzialità dell’intelligenza artificiale saranno un fattore determinante nel mantenere il mercato americano ad un livello di valutazioni a “premio” rispetto agli altri mercati azionari, e questo premio sarà del tutto giustificato da una forte crescita dei profitti per cui lo sviluppo tecnologico non può che esserne un fattore determinante.
Redazione
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