Il contributo di Sandrine Perret, Senior economist di Vontobel Asset Management, all’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive del mercato giapponese

Sandrine Perret, Vontobel

L’economia giapponese ha registrato una forte decelerazione. Credete si tratti di fattori temporanei o di un ritorno alla stagnazione pre-Abenomics?

Il Giappone ha risentito di una crescita molto debole nel quarto trimestre del 2009, con il Pil reale in calo del 7,1% trimestre su trimestre annualizzato. Si tratta della più forte decelerazione dal 2014 e anche di una delle più profonde contrazioni mai registrate. Questo forte calo della crescita è spiegato da fattori temporanei legati all’aumento dell’Iva messi in atto a ottobre dal governo giapponese. L’aumento dei prezzi ha generato una riduzione dei consumi privati, il principale contributo alla base della crisi della produzione. Inoltre, le condizioni meteorologiche avverse legate al Typhoon Hagibis hanno influito sugli investimenti e sulla produzione, ulteriore fattore che ha impattato negativamente sulla crescita alla fine del 2019. A questi fattori temporanei, a cui segue in tempi normali una ripresa nei trimestri successivi, si aggiunge la crisi sanitaria globale legata al Coronavirus, che ha ulteriormente rallentato la crescita del Paese a inizio 2020.

Come in altre regioni globali, in Giappone vengono adottate al momento misure drastiche e necessarie a contenere la diffusione del virus nella popolazione e l’impatto economico di queste misure di contenimento farà precipitare l’economia giapponese in una grave recessione nei primi mesi dell’anno. Con una crescita potenziale bassa (inferiore all’1%, secondo l’OCSE), livelli di debito pubblico superiori al 200% del Pil e un’inflazione strutturalmente bassa, il Giappone è più a rischio sofferenza rispetto ad altre economie sviluppate nel lungo termine a causa di questo shock economico. A contenere lo shock contribuiranno le spese fiscali del primo ministro Abe, annunciate per sostenere le Pmi e la popolazione che lavora e il finanziamento di strutture mediche, congiuntamente alle misure di allentamento monetario e di liquidità della Banca del Giappone (BoJ). Se la recessione avrà carattere temporaneo o lascerà profondi segni strutturali sull’economia giapponese dipenderà dalla durata dell’attuale “shutdown” dell’economia. Un ritorno al normale utilizzo della capacità entro l’estate potrebbe evitare una recessione più strutturale con conseguenze a lungo termine.

Alla luce della situazione attuale a livello domestico e internazionale, quali prospettive delineate per la Borsa di Tokio?

Le azioni globali hanno subito forti pressioni nelle ultime settimane poiché l’indice MSCI AC World è sceso di quasi il 20% da inizio anno, un calo che non si era più visto dalla grande crisi finanziaria del 2009. Gli investitori si sono spostati verso posizioni di risk off a causa di mercati fortemente volatili, preoccupati dalle summenzionate ripercussioni economiche derivanti dalla crisi sanitaria di Covid-19 e ora anche dalle maggiori probabilità di recessione globale temporanea. Nei nostri portafogli, assumiamo al momento posizioni difensive, avendo ridotto il nostro rischio azionario a sottopeso e aumentando la nostra allocazione in titoli di Stato. A livello regionale, abbiamo anche un sottopeso relativo nelle azioni giapponesi. L’indice TOPIX ha sottoperformato il benchmark globale da inizio anno e attualmente prevediamo che questa sottoperformance continuerà. Le società giapponesi sono state gravemente colpite dall’attuale rallentamento economico e la loro natura orientata all’esportazione espone gli utili al rischio di una contrazione globale nel secondo trimestre. Stiamo anche osservando i rischi legati allo yen giapponese, in quanto un ulteriore apprezzamento della valuta – un tipico luogo di rifugio sicuro in tempi di crisi – costituirebbe un ulteriore ostacolo per le attività delle società nazionali in questo contesto già molto difficile. Un primo rimbalzo della crescita in Cina, il principale partner commerciale del Giappone, potrebbe favorire l’attività nazionale generando anche un rimbalzo delle azioni delle società in Giappone nei prossimi mesi. Ma a breve termine, i rischi di un profondo calo delle azioni rimangono elevati.

 

 


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.