La view di Invesco sul secondo semestre a cura di Kristina Hooper, chief global market strategist
Nel tentativo di limitare la peggior inflazione degli ultimi decenni, le banche centrali delle economie occidentali sviluppate hanno attuato misure aggressive per procedere a una stretta della politica monetaria
Sebbene ciò abbia consentito di esercitare una pressione al ribasso sull’inflazione, ha anche comportato un significativo rallentamento della crescita globale e alcuni incidenti finanziari, tra cui diversi fallimenti di banche regionali negli Stati Uniti. In questo quadro, numerose economie sono caratterizzate da una domanda interna resiliente, in particolare nei servizi. Il nostro scenario base prevede un rallentamento economico relativamente breve e poco profondo con l’inflazione in costante attenuazione e l’imminente conclusione della stretta della politica monetaria, seguiti da una ripresa. Lo definiamo un atterraggio turbolento data la persistenza di problemi economici in questo scenario.
Riteniamo possibile uno scenario ribassista, un “atterraggio duro”, con forte penalizzazione della crescita globale e una recessione dapprima negli Stati Uniti con ripercussioni sulle altre economie. Crediamo anche nella possibilità di uno scenario rialzista, un “atterraggio tranquillo”, in cui la crescita risente meno del previsto della politica monetaria e l’economia globale rimane relativamente indenne. A nostro avviso, negli Stati Uniti i rialzi dei tassi sono giunti al termine e l’inflazione statunitense continuerà a scendere in maniera significativa, seppur frammentaria.
Sebbene la discussione di una recessione negli Stati Uniti sia ormai all’ordine del giorno, siamo convinti che il Paese potrebbe evitare una recessione sostanziale su vasta scala. A nostro avviso, la seconda metà di quest’anno sarà caratterizzata invece da una certa debolezza quando i responsabili politici si troveranno a dover affrontare un atterraggio turbolento, pur prevedendo una relativa resilienza dell’attività. Alle porte del 2024 ci aspettiamo un contesto di crescita più positivo con la ripresa dell’economia. Seppur con qualche ritardo, a nostro parere, zona euro e Regno Unito dovrebbero seguire dinamiche simili agli Stati Uniti.
Diverse forze hanno contribuito finora a sostenere la dinamica economica europea nel 2023, ma prevediamo che nel tempo l’inasprimento delle condizioni finanziarie peserà sulla crescita del credito contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche e causando al contempo anche un rallentamento economico significativo. A differenza di molte delle principali economie dei mercati sviluppati, la Cina si colloca in una posizione decisamente diversa del ciclo. L’allentamento delle restrizioni dovute al COVID[1]19 ha sostenuto una ripresa significativa, seppur disomogenea.
La riapertura beneficia notevolmente della componente servizi dell’economia mentre il rallentamento della dinamica di crescita su scala globale ha determinato un calo dell’attività manifatturiera superiore al previsto. Ciononostante la Cina rimane un’isola felice con un’inflazione modesta e un outlook di crescita robusta. La People’s Bank of China (PBoC) manterrà, a nostro avviso, una posizione accomodante per il resto del 2023. In breve, sebbene riteniamo di essere al picco della politica, che sia in corso un calo dell’inflazione e un breve rallentamento economico globale, è probabile che i mercati superino questo episodio e inizino a scontare la ripresa economica futura
Redazione
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