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Attrazioni cinesi

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Attrazioni cinesi

Manteniamo la nostra posizione positiva sui titoli di Stato statunitensi e sul debito sovrano cinese. L’analisi del team di Pictet

Sebbene i problemi stiano aumentando per le classi di attivi più rischiose, continuiamo a ritenere che i Treasury USA offrano i migliori rendimenti nei mercati dei titoli di Stato dei Paesi sviluppati. Il mercato ha scontato un aumento dei tassi della Fed ben prima delle previsioni della banca centrale, nonostante i membri del Comitato siano rimasti irremovibili nel mantenere un atteggiamento accomodante.

Fed verso una riduzione graduale del QE

D’altro canto, prevediamo che la Fed inizi a ridurre il suo programma di quantitative easing per avere più margine di manovra sui tassi d’interesse; in altre parole, la banca centrale non vuole essere costretta ad aumentare prematuramente i tassi.

Il tapering potrebbe essere annunciato già nel corso della riunione di giugno della Fed o alla conferenza di Jackson Hole di agosto, con le aspettative di consenso che qualsiasi riduzione degli acquisti di obbligazioni inizierà solo all’inizio del 2022. Tuttavia, la Fed avrà difficoltà a convincere gli investitori del fatto che manterrà la sua posizione dei «tassi di interesse bassi più a lungo» se le aspettative di inflazione continueranno a salire.

Obbligazioni cinesi ancora interessanti

Per quanto riguarda i mercati emergenti, siamo sovrappesati sulle obbligazioni cinesi sovrane in base a valutazioni interessanti e al fatto che offrono benefici di diversificazione. Dopo la grande ripresa post-COVID dell’economia, le autorità cinesi stanno gestendo una normalizzazione costante della politica,un processo che dovrebbe limitare le pressioni inflazionistiche.

Nel frattempo, la crescita sta iniziando a spostarsi dai fattori legati alle esportazioni che si sono rivelati determinanti l’anno scorso verso la domanda interna. Se sia la crescita sia l’inflazione calano nel lungo termine, ciò garantisce un rendimento nominale inferiore nel medio termine, mentre la prospettiva di un rafforzamento del renminbi, che riteniamo sottovalutato di circa il 20% rispetto al dollaro, dovrebbe sostenere i rendimenti totali della classe di attivi. 

Sottopeso sugli HY bond Usa

Altrove, rimaniamo sottopesati sulle obbligazioni high yield statunitensi, dove gli spread rispetto ai Treasury USA sono scesi ai livelli più bassi del ciclo precedente della fine del 2018. Sembra che non ci sia molto potenziale di rialzo per questa classe di attivi.

Attualmente gli spread sono a 320 punti base e il tasso di default implicito è quasi esattamente allo stesso livello dell’aspettativa centrale del tasso di default. Considerato che storicamente il tasso implicito dai prezzi di mercato è sempre stato superiore alle aspettative centrali degli analisti di Moody’s, ciò suggerisce che gli investitori non hanno margine di sicurezza in questo mercato.  

Per quanto riguarda le valute, rimaniamo neutrali sul dollaro USA.

La politica fiscale dell’amministrazione Biden tenderebbe a sostenere il biglietto verde, ma questo atteggiamento è compensato da una politica monetaria accomodante e dalle aspettative di una risalita dell’inflazione.

A livello strategico, invece, restiamo ottimisti sulle valute dei mercati emergenti e prevediamo che il dollaro USA riprenda il suo percorso di graduale indebolimento quando la sovraperformance della crescita dell’economia statunitense terminerà.

Dopo la sua recente forza, notiamo anche una leggera pressione al ribasso sulla sterlina. La sterlina sembra essersi scrollata di dosso l’impatto della Brexit e ha beneficiato dell’ottimismo per il successo della strategia vaccinale del Paese e dell’attesa riapertura dell’economia, ma questi effetti positivi sembrano aver fatto il proprio corso.

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