Bond: sulle scadenze medio lunghe, i Treasury Inflation Protected Securities offrono protezione dall’inflazione e vantaggi da futuri tagli della Fed. A colloquio con Marco Cecchi, responsabile reddito fisso di di Amundi SGR

Marco Cecchi

Il rendimento a scadenza offerto dai titoli di stato Usa a lungo termine si è riportato al di sopra del 4% netto. Ritenete che questo livello rappresenti una buona opportunità di investimento?

Il ritorno dei rendimenti dei Treasury Usa a lungo termine sopra la soglia del 4% è certamente un elemento interessante per gli investitori, soprattutto in un contesto in cui, negli ultimi anni, il reddito obbligazionario è stato spesso insufficiente a compensare la volatilità. A questi livelli, i titoli di stato statunitensi tornano a offrire un carry più convincente e una funzione difensiva che può risultare utile all’interno di un portafoglio ben diversificato. Piu in dettaglio, preferiamo le scadenze brevi e intermedie della curva, dove il profilo rischio/rendimento appare più equilibrato, mentre restiamo più cauti sulle scadenze lunghe. Su questi segmenti, infatti, continuano a pesare diversi fattori strutturali, in primo luogo l’elevato deficit USA, che alimenta le esigenze di finanziamento del Tesoro e contribuisce a mantenere elevata l’offerta di duration sul mercato. In altre parole, il livello dei rendimenti è tornato interessante, ma sulle scadenze più lunghe il premio richiesto dal mercato potrebbe non essere ancora sufficiente a compensare pienamente i rischi. Ciò detto, va sottolineato come l’economia USA continua ad essere più resiliente di quella europea o inglese. In questo contesto, riteniamo che i mercati obbligazionari di Regno Unito e UE siano più attraenti, rispetto a quelli statunitensi, in particolare nella parte a breve termine della curva.

I Tips Usa offrono rendimenti reali appetibili in questa fase di mercato. Credete che, alla luce delle pressioni inflazionistiche, i Tips siano da preferire -a parità di scadenze- ai Treasury a tasso fisso?

Riteniamo che i TIPS USA rappresentino uno strumento particolarmente interessante. I rendimenti reali offerti sono tornati appetibili e, soprattutto, i TIPS forniscono una protezione diretta a fronte di un contesto che resta caratterizzato da elevata incertezza. Le tensioni geopolitiche, l’instabilità in Medio Oriente, la possibile persistenza di un prezzo del petrolio elevato e la volatilità delle aspettative di inflazione rafforzano infatti il ruolo degli inflation-linked all’interno di un portafoglio obbligazionario. In un quadro in cui gli shock sui prezzi dell’energia possono rapidamente riaccendere le pressioni inflazionistiche, i TIPS offrono un vantaggio concreto: permettono di preservare il potere d’acquisto del capitale e di affrontare con maggiore resilienza eventuali sorprese al rialzo dell’inflazione.

Infine, un ulteriore elemento di supporto ai TIPS deriva dallo scenario di politica monetaria. Se il nuovo corso della Fed dovesse risultare più espansivo o più tollerante verso un ritorno graduale dell’inflazione verso il target, i titoli indicizzati resterebbero comunque ben posizionati, perché il loro valore reale continuerebbe a beneficiare di un contesto in cui l’inflazione attesa rimane elevata. Per questo, a parità di scadenza, li consideriamo uno strumento molto valido da affiancare ai Treasury nominali nella costruzione di portafogli robusti e ben bilanciati.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.