Lusso sempre volatile: l’indice S&P Global Luxury (EUR) ha registrato un rialzo del +2,0% nel mese di aprile, supportato da Usa e Cina in miglioramento. Flavio Cereda, Investment Director Luxury Brands di GAM

Le dinamiche regionali continuano a divergere. Il consumatore statunitense si conferma il principale elemento di resilienza da inizio anno, sostenuto da una robusta crescita su base annua, insieme al graduale miglioramento del momentum nella Cina continentale che continuiamo a osservare. Le aree geografiche più deboli nel corso del mese, oltre al Medio Oriente stesso, restano Europa e Giappone.
Abbiamo rivisto le nostre stime per il settore sull’intero anno, passando da una precedente previsione di crescita del +4/+5% a un intervallo compreso tra -3% e +4%, a seconda dei tempi e delle modalità di risoluzione del conflitto. In altre parole, il settore continua a oscillare tra quello che potrebbe essere il miglior anno dal 2023 o il peggiore dal 2020.
I risultati riportati da diversi grandi operatori hanno evidenziato un impatto di circa 100-150 punti base sul momentum di crescita nel mese di marzo, effetto che a nostro giudizio è proseguito anche ad aprile, sebbene i primi commenti su maggio indichino una fase di stabilizzazione, pur su livelli più contenuti. Riteniamo che gli impatti futuri saranno più specifici a livello di singole società rispetto a quanto inizialmente previsto, elemento che rafforza la nostra preferenza per la selezione dei titoli rispetto all’esposizione generalizzata al settore.
La dinamica “a K” continua a dominare il momentum e, a nostro avviso, è destinata ad accentuarsi ulteriormente nel medio termine. L’impatto diretto della situazione in Medio Oriente sembra ora in fase di stabilizzazione, ma continua a sommarsi ai timori legati a future pressioni inflazionistiche, rialzi dei tassi d’interesse e a un impatto significativo sui flussi turistici nei prossimi mesi. Le aree geografiche più deboli, oltre al Medio Oriente stesso, restano Europa e Giappone, dove eventuali ulteriori cali della spesa turistica durante la cruciale stagione estiva dovranno essere monitorati attentamente. Il consumatore statunitense rimane il principale fattore di sostegno, mentre il miglioramento del momentum in Cina rappresenta un ulteriore importante elemento di supporto.
Continuiamo a posizionare il portafoglio su marchi e società caratterizzati da forte potere di determinazione dei prezzi, identità distintiva ed esposizione diretta al consumatore di fascia alta. A nostro avviso, questo approccio resta particolarmente adatto a un contesto di mercato in cui aumenta la dispersione delle performance all’interno del settore e in cui la selezione dei titoli sarà probabilmente più importante della direzione generale del comparto.
Redazione
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