La pubblicazione dei verbali Fomc dovrebbe confermare l’interruzione di misure di allentamento monetario a causa dei rischi di inflazione. Michaël Lok, Group CIO and Co-CEO Asset Management, UBP

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I prezzi attuali appaiono spinti al limite, considerato che non vi sono stati nuovi sviluppi significativi in Medio Oriente al di là della retorica del vertice Trump-Xi. Ma è innegabile che più a lungo lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso, più profondo sarà l’impatto sui mercati energetici e sull’inflazione, esercitando una continua pressione al rialzo sui tassi.

In mezzo a tutta questa volatilità dei tassi, gli spread sono rimasti insolitamente tranquilli, con quelli di IG, HY ed EM che si sono progressivamente ridotti. Sono entrati in gioco i soliti fattori: rendimenti più elevati, offerta lorda alta ma netta bassa, forti afflussi e utili societari solidi. Con la stagione degli utili del primo trimestre ormai completata per oltre il 90%, questo catalizzatore svanirà e il potenziale per l’offerta e l’attività di fusioni e acquisizioni (M&A) dovrebbe aumentare man mano che le società escono dai periodi di blackout.

Forex e materie prime

In un contesto caratterizzato da rendimenti in aumento e da persistenti pressioni inflazionistiche, la settimana che ci attende presenta crescenti rischi al ribasso per la parità EUR/USD. La pubblicazione dei verbali del FOMC relativi all’ultima riunione della Federal Reserve dovrebbe confermare l’esaurimento di ulteriori misure di allentamento monetario nel breve termine.

I dati PMI in uscita nel corso della settimana potrebbero evidenziare rischi al ribasso per la crescita nell’Eurozona, e i mercati potrebbero iniziare a scontare potenziali aumenti dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (BCE) (70 pb scontati entro fine anno). Gli spread a due anni si sono ridotti nelle ultime settimane, suggerendo che la coppia EUR/USD sia ora esposta a maggiori rischi al ribasso nel breve termine.

L’oro è sceso a circa 4’550 USD l’oncia, riflettendo l’aumento dei rendimenti nominali e reali a breve termine. Il posizionamento è sostanzialmente invariato e il catalizzatore per una ripresa del movimento al rialzo dell’oro sarà una maggiore chiarezza sulla situazione in Medio Oriente. Tutti i fattori che hanno sostenuto la domanda all’inizio dell’anno rimangono saldamente in atto, il che supporta un ulteriore rialzo nel tempo.

 

 


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Redazione

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