Btp: lo spread dei titoli di stato italiani ancora compressi ma un deterioramento economico dell’eurozona potrebbe spingerli al rialzo. Mauro Valle Head of Fixed Income di Generali Asset Management

BTP

La nostra view sui tassi europei resta neutrale, nonostante i livelli elevati, in quanto i timori di shock inflazionistici globali sono in aumento e il livello attuale dei prezzi energetici potrebbe costringere la BCE a mantenere un orientamento hawkish.

Gli spread italiani appaiono relativamente compressi, mentre il rischio di un rallentamento economico nell’area euro è in aumento e potrebbe esercitare una pressione al rialzo sugli spread.

I portafogli hanno ridotto leggermente la posizione corta sulla duration relativa dopo che i rendimenti del Bund hanno toccato il 3,1%, ma prima dell’ultima fase di sell-off. I portafogli hanno inoltre incrementato marginalmente l’esposizione sulla Germania.

La duration complessiva continuerà a essere gestita in modo tattico; allo stato attuale, nonostante i livelli raggiunti dai rendimenti del Bund, non riteniamo opportuno aumentare la duration, poiché i rendimenti potrebbero continuare a salire a livello globale in risposta a rinnovati timori inflazionistici.

L’esposizione ai BTP sarà anch’essa gestita in modo tattico, ma con un orientamento difensivo. L’esposizione sulla curva dei rendimenti è prossima alla neutralità, con un leggero sovrappeso sul tratto 3-5 anni a fronte di un moderato sottopeso sul segmento 10-20 anni.

Il credito europeo ha continuato a mostrare una solida resilienza tecnica durante la scorsa settimana, assorbendo con successo un’offerta investment grade prossima ai massimi storici, sostenuta da una domanda ancora robusta, con spread che si mantengono vicini a livelli contenuti. Tuttavia, il sentiment di fondo ha iniziato a indebolirsi leggermente, poiché pressioni inflazionistiche persistenti e prezzi del petrolio elevati limitano il margine per un’ulteriore compressione degli spread, portando gli investitori a un approccio più selettivo.

L’indice investment grade presenta attualmente un rendimento di circa il 3,65%, con una duration di 4,5 anni e tratta a uno spread di 77 punti base rispetto ai titoli governativi. In termini relativi, gli ibridi corporate IG offrono uno spread di circa 125 punti base, mentre i finanziari subordinati si collocano intorno ai 107 punti base; entrambi risultano solo moderatamente più ampi rispetto all’indice complessivo e non evidenziano, al momento, un valore relativo particolarmente attraente. Il portafoglio investito è per circa il 53,3% in obbligazioni corporate investment grade, mentre l’esposizione agli high yield rappresenta il 2,8% del totale.

 

 

 


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Redazione

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