Bond Usa: ancora troppe incertezze sui Treasury a tasso fisso. In questa fase i Tips offrono più protezione e stabilità. Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income Mandates presso Generali AM
treasury-bonds

Il rendimento a scadenza offerto dai titoli di stato Usa a lungo termine si è riportato al di sopra del 4% netto. Ritenete che questo livello rappresenti una buona opportunità di investimento?

La parte lunga della curva americana è arrivata a livelli di rendimento attraenti dal punto di vista storico, con i titoli trentennali che hanno ora un rendimento lordo molto vicino al 5%. A nostro modo di vedere, il mercato dei US Treasury sarà influenzato da due importanti fattori nei prossimi mesi. Il primo fattore, che sarà fondamentale nel breve periodo, è l’impatto della guerra in IRAN sull’economia americana. Il secondo, molto importante nel medio termine, è come cambierà la politica monetaria della Fed a seguito della nomina del prossimo governatore Kevin Warsh.

Nel breve periodo riteniamo che la dinamica dei tassi di interesse sarà fortemente influenzata dalla durata del conflitto in atto. Se il conflitto dovesse rimanere contenuto in termini temporali, le banche centrali tenderanno in larga misura a ignorare il conseguente aumento temporaneo dell’inflazione. La soglia per forti rialzi dei tassi è molto più elevata rispetto al 2022, quando la politica monetaria era inizialmente molto accomodante e i mercati del lavoro erano tesi. Nel nostro scenario base, ci aspettiamo che la Fed effettui un ultimo taglio dei tassi di 25 punti base, nella parte finale dell’anno.

La nomina del nuovo governatore Warsh potrebbe portare inoltre ad un cambio di paradigma nella politica monetaria della Fed. Come confermato nell’audizione presso il Banking Committee del Senato della scorsa settimana, il nuovo governatore auspica un cambio di regime nell’utilizzo dei due principali strumenti di politica monetaria. Warsh vede con favore l’utilizzo della leva dei tassi per stimolare l’economia, mentre auspica una riduzione dell’utilizzo della leva di bilancio. È probabile che il bilancio della Fed sarà ulteriormente ridotto nei prossimi anni, con una conseguente pressione al rialzo per i tassi di interesse a lungo termine e un irripidimento della curva dei rendimenti.
Per questo motivo preferiamo avere esposizione sulla parte breve della curva americana.

I Tips Usa offrono rendimenti reali appetibili in questa fase di mercato. Credete che, alla luce delle pressioni inflazionistiche, i Tips siano da preferire -a parità di scadenze- ai Treasury a tasso fisso?

Continuiamo a guardare con favore ai titoli legati all’inflazione, sia in Europa, sia negli Stati Uniti. In particolare, i Tips hanno reagito in maniera limitata all’aumento dei prezzi petroliferi, grazie alla relativa indipendenza energetica degli USA rispetto al blocco dello stretto di Hormuz.
Uno scenario di crescita economica americana ancora sostenuta, unita ad una politica monetaria ulteriormente espansiva pur in uno scenario di aumento dell’inflazione, risulta estremamente favorevole per i titoli legati all’inflazione che rimangono un’efficacie forma di diversificazione del rischio all’interno di un portafoglio obbligazionario.


Avatar di Sconosciuto
Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.