Come evolverà la crescita cinese nel 2026? Zhang Ning, senior economist di Ubs, individua tre fattori che la dovrebbero caratterizzare.

Il primo è l’incertezza: ci potrebbe essere ancora debolezza nel settore immobiliare e un rallentamento delle esportazioni rispetto ai due anni passati. Il secondo è la resilienza, con l’attività economica sostenuta dagli investimenti, attesi in miglioramento, mentre il trend dei consumi sembrerebbe mostrare ancora debolezza.

Infine, è il ribilanciamento il terzo elemento che caratterizzerà gli sviluppi futuri: l’innovazione a supporto della crescita e il sostegno dei consumi, verso cui ci sarà un impegno delle stesse autorità nei prossimi anni. In merito a questo secondo aspetto, è possibile che all’inizio l’aumento sia contenuto, ma già dal 2027 dovrebbe prendere corpo un rafforzamento più evidente. A ciò va aggiunta anche un’ulteriore apertura del Paese al capitale straniero.

PIL IN RALLENTAMENTO

La previsione di base di Ubs è di un modesto rallentamento della crescita del Pil cinese al 4,5% nel 2026, rispetto al 5% atteso nel 2025, con un contributo molto più limitato alla crescita da parte delle esportazioni nette. Come già descritto, nel complesso, l’attività interna dovrebbe rimanere sostanzialmente resiliente, con il settore immobiliare che continuerà a registrare una contrazione, sebbene in misura minore, i consumi che manterranno un ritmo modesto ma più debole, vista la diminuzione dell’impatto dei sussidi, e gli investimenti in infrastrutture e manifatturiero che registreranno una modesta ripresa dopo il forte calo su base annua registrato nella seconda metà del 2025.

RIPRESA MODESTA DEI PREZZI

La banca d’investimento prevede che l’inflazione Cpi aumenti allo 0,4% e che il Ppi registri un calo più contenuto, anche se ancora in fase deflativa. Nel 2027, la stabilizzazione delle attività immobiliari, la normalizzazione della crescita delle esportazioni e la fiducia costante dei consumatori potrebbero sostenere una crescita del Pil leggermente migliore (4,6%), un’inflazione più elevata e un tasso di cambio del Rmb più forte rispetto a un basket di valute, con l’implicazione che i tassi di interesse effettivi reali possano apprezzarsi. A tale proposito, Zhang Ning ha precisato che l’apprezzamento della divisa cinese sarà rispetto agli altri cambi eccetto il dollaro americano che Ubs vede in rafforzamento nella seconda metà del 2026.

IL NUOVO PIANO QUINQUENNALE

Il senior economist si aspetta un modesto sostegno politico quest’anno che permetterà di mantenere il deficit fiscale intorno al 4% e una politica monetaria ancora accomodante. Ma quest’anno vedrà anche l’inizio del nuovo piano quinquennale, che avrà come focus primario il sostegno dei consumi, la cui concretizzazione avverrà nel tempo grazie alla spesa per il welfare sociale, agli impegni ad aumentare il reddito delle famiglie e a stabilizzare i prezzi degli immobili. La campagna anti-involuzione sarà probabilmente integrata nella creazione di un “mercato nazionale unificato”. E rimarrà l’accento sull’apertura del Paese e sulla decarbonizzazione.

L’ASCESA DELL’INNOVAZIONE E DELLA “NUOVA ECONOMIA”

Ubs stima che i settori della “nuova economia” guidati dall’innovazione abbiano rappresentato il 15-20% del Pil cinese e il 10-15% degli investimenti totali nel 2024, contribuendo in questo modo a circa un quarto alla crescita del Pil nel periodo 2020-24. La rapida ascesa dei settori della “nuova economia” ha contribuito a compensare il significativo rallentamento della crescita causato dalla crisi del settore immobiliare. La Cina si impegna a continuare a promuovere l’innovazione, aumentando la quota di spesa in R&D nel Pil dal 2,7% nel 2024.Grazie alla continua priorità politica, agli investimenti sostenuti e alla forte spesa in R&D, i settori della “nuova economia” continueranno a crescere più rapidamente rispetto al resto.


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav