Condizioni monetarie più accomodanti creeranno un contesto positivo per numerosi paesi asiatici. Christian Tuntono, senior economist, Asia Pacific di AllianzGI

Alla riunione del 17-18 settembre la Federal Reserve (Fed) ha dato il via al ciclo di riduzione dei tassi di riferimento con un taglio di 50 punti base (pb) del tasso target sui Fed Funds, che ora si attesta nel range 4,75-5%. La diminuzione dei tassi di interesse statunitensi è positiva per l’Asia in quanto un differenziale inferiore fra i tassi USA e quelli asiatici contribuisce a sostenere le valute asiatiche e consente alle banche centrali dell’area di allentare le condizioni monetarie interne.

A fronte del calo dei tassi USA, le reazioni delle banche centrali asiatiche varieranno in base alle seguenti condizioni essenziali: (1) livello neutrale dei tassi; (2) rischio di stabilità valutaria; (3) situazione della domanda interna; (4) timori per la stabilità finanziaria.

Secondo noi la Cina è il Paese asiatico che ha maggiore necessità di allentare la politica monetaria. I tassi di riferimento si attestano tuttora oltre il livello neutrale e la domanda interna è modesta, in presenza di rallentamento della crescita tendenziale e scarse pressioni sui prezzi. La stabilità della valuta è favorita dal conto capitale chiuso, mentre i timori circa la stabilità finanziaria nei settori del real estate e del debito governativo possono essere attenuati da una riduzione dei tassi di interesse. La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha già effettuato dei tagli ai tassi di riferimento, la settimana scorsa e anche a luglio, prima della Fed, e prevediamo che proseguirà su questa strada.

Tra non molto toccherà anche a Filippine Indonesia. In questi Paesi i tassi di riferimento erano stati alzati oltre il livello neutrale per mantenere la stabilità valutaria, ma la recente debolezza del dollaro statunitense (USD) e l’inflazione moderata lasciano margine per un allentamento. La domanda interna è frenata da tassi reali elevati e il livello di indebitamento delle famiglie resta contenuto. Entrambe le banche centrali hanno abbassato i tassi prima della Fed e dovrebbero ridurli ancora di oltre 100 pb entro fine 2025.

Poi ci sono le economie che non possono allentare a causa dei timori per la stabilità finanziaria, di una domanda interna resiliente e/o di pressioni rialziste sui prezzi. Si tratta di CoreaThailandiaIndiaTaiwan e Australia. A nostro avviso Corea, Thailandia e India potrebbero allentare per abbassare i tassi di riferimento reali, mentre Taiwan e Australia potrebbero mantenere la linea attuale per contenere le pressioni sui prezzi.

Prevediamo che Malesia Vietnam non apporteranno modifiche alla politica monetaria, dato che i tassi di riferimento sono prossimi o inferiori al livello neutrale e la domanda interna tiene ancora bene.

Quanto al Giappone, l’allentamento della Fed ha decisamente attenuato le pressioni di vendita sullo yen giapponese, consentendo alla Banca del Giappone di normalizzare i tassi di riferimento al proprio ritmo.

Riteniamo che i mercati asiatici, soprattutto nelle economie che probabilmente abbasseranno i tassi di interesse, registreranno buone performance nel breve periodo grazie alle attese di condizioni monetarie più accomodanti e a una domanda interna migliore in tutta l’area geografica.


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Redazione

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