Il contesto globale e l’Italia
Volendo dare una forma ideale alla contrazione e alla ripresa, pensiamo sia verosimile aspettarsi una U ‘lunga’, cioè una graduale normalizzazione che richiede tempo per tornare ai livelli pre-crisi. In Italia, per il 2020 il governo italiano stima una contrazione dell’8% annuo, seguito da una crescita del 4.7% per il 2021. Nella nostra analisi prendiamo come riferimento due possibili scenari, del -8% e del -12% per il 2020.

L’andamento dei conti e del debito pubblici
Nel breve periodo, il governo italiano prevede un deficit del 10.4% e un debito/PIL al 155.7% nel 2020, che sono in linea con le nostre analisi. Un peggioramento del profilo di crescita che porti a una contrazione del -12% porterebbe il deficit a -13% e il debito/PIL vicino al 165%.
In termini di sostenibilità nel medio e lungo periodo, sulla base delle stime del governo e se l’economia crescerà del 6.1% in termini nominali con un deficit del 5.7%, il debito potrà comunque scendere al 152.7% del PIL nel 2021. Ipotizzando una crescita nominale del 2.4% nel 2022, è possibile ipotizzare un ritorno a un avanzo primario positivo, nell’ordine dell’1.0%, con un deficit al di sotto del 3% e un debito ridotto di un altro punto.
Debito pubblico: attività intensa nel 2020
In questi primi quattro mesi dell’anno l’attività di mercato primario del debito pubblico italiano è risultata intensa. I volumi di offerta lorda e netta collocati fino ad ora hanno già rispettivamente raggiunto circa il 47% ed il 75% dei target previsti per l’intero 2020 nelle stime di inizio anno. I progressi fin qui realizzati nella raccolta netta senza dubbio rafforzano il ruolo che ha assunto recentemente la Bce con i propri programmi di acquisto nel coprire i nuovi e ben più consistenti volumi di emissioni che si aggiungeranno a quelle già previste nei prossimi mesi.
“Rimaniamo costruttivi sul debito pubblico italiano”
I rendimenti sono molto interessanti sia rispetto agli altri Paesi periferici, sia rispetto al mondo corporate. I rischi di abbassamento del rating del debito sovrano italiano nel breve periodo apparivano legati soprattutto alle possibili decisioni delle agenzie S&P e Fitch, entrambe precedentemente posizionate con un livello di rating BBB intermedio, un livello al di sopra di Moody’s (basso BBB) e con un outlook negativo rispetto a quello stabile di Moody’s.
Mentre S&P ha confermato la valutazione precedente in occasione della propria recente review semestrale pianificata, Fitch ha voluto per così dire bruciare i tempi, anticipando la propria review prevista a luglio per tagliare il rating di un livello. Il giudizio è stat portato pertanto allo stesso livello di quello di Moody’s ed allineando altresì alla valutazione di quest’ultima l’outlook, modificandolo da negativo a stabile.
A cura di Matteo Germano, head of multi-asset, CIO Italy e Monica Defend, global head of research di Amundi
Redazione
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