A cura di Greg Wilensky, Head of US Fixed Income and portfolio manager di Janus Henderson

 

I dati sull’inflazione PCE, leggermente migliori del previsto, lasciano la Fed in una posizione di massima flessibilità nel decidere la velocità dei tagli dei tassi.

Riteniamo che questa flessibilità contribuisca a ridurre l’intensità degli scenari negativi per gli asset più rischiosi, come le azioni e le obbligazioni ad alto rendimento, se i dati del mercato del lavoro dovessero indebolirsi ulteriormente.

Se tale indebolimento dovesse verificarsi, sarebbe più facile per la Fed proseguire con una politica aggressiva di riduzione dei tassi, dato che il PCE Core negli ultimi tre mesi si è sostanzialmente attestato sull’obiettivo annuale della Fed del 2%, riducendo il contraccolpo su questi settori.

Continuiamo ad aspettarci tagli di 25 punti base sia a novembre sia a dicembre. Ma, con dati sull’inflazione come questi, uno o addirittura entrambi i tagli potrebbero passare a 50 punti base se i prossimi dati sul lavoro continueranno a indebolirsi.

Sebbene il dato “0,1%” del PCE core per il mese abbia beneficiato di alcuni arrotondamenti per difetto rispetto allo 0,13%, è importante ricordare che questo numero sarebbe stato ancora più basso se l’inflazione nel settore delle abitazioni non avesse continuato a registrare un elevato 0,5% su base mensile. 

Powell ha detto chiaramente durante la conferenza stampa del FOMC che la Fed si aspetta che i numeri dell’inflazione nell’housing tenderanno a diminuire in futuro.


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Redazione

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