Siamo cauti sui titoli emessi da società operanti in settori ciclici. Intervista a Konstantin Leidman, gestore obbligazionario di Wellington Management

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

Sì, riteniamo che la composizione di maggior qualità del mercato high yield rispetto alla media storica dovrebbe fornire agli investitori un certo isolamento dalla volatilità che normalmente vivevamo in uno scenario recessivo. Dal nostro punto di vista, i fondamentali societari rimangono integri, in quanto gli indici di copertura degli interessi (interest coverage ratios) restano al di sopra dei livelli pre-pandemia e le società continuano a mostrare solidi profili di liquidità. Dall’inizio della crisi COVID-19, gli emittenti high yield hanno rafforzato i loro bilanci rifinanziando il debito esistente a tassi più bassi e anticipando le scadenze, il che ha fornito una sorta di protezione dall’aumento dei costi. Inoltre, non crediamo di essere sull’orlo di un ciclo di default su larga scala.
Il nostro scenario di base prevede che le insolvenze high yield si collochino a fine anno tra il 4% e il 5%, un tasso di insolvenza medio che sarebbe in linea con le medie storiche e ben al di sotto dei precedenti picchi raggiunti nelle fasi di recessione.
Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?
In questo contesto, riteniamo che una ricerca approfondita di tipo bottom-up, basata sui fondamentali, sia essenziale per individuare gli emittenti con vantaggi competitivi sostenibili in grado di resistere alla maggiore volatilità. In particolare, privilegiamo le società del settore sanitario, soprattutto quelle che si occupano di vari servizi di assistenza, e del settore tecnologico, con particolare attenzione verso le società di nuove tecnologie nel segmento dei sistemi di pagamento o che forniscono informazioni alle banche su vari rating di credito.
Inoltre, sovrappesiamo le società che hanno il potenziale per beneficiare ancora della ripresa post-Covid, come i duty-free shop negli aeroporti e le navi da crociera. Al contrario, siamo più cauti sui settori ciclici come le auto e le istituzioni finanziarie. In termini geografici, privilegiamo gli Stati Uniti e l’Europa e manteniamo una visione più cauta sui mercati emergenti. Sebbene le valutazioni appaiano interessanti per molti paesi dei ME, i rischi idiosincratici (elezioni, ecc.) ci rendono più cauti in questa fase del ciclo.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

