Fideuram Asset Management Ireland. Peter Butler, Senior Fixed Income portfolio manager, chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle obbligazioni inflation linked
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L’inflazione sembra dare qualche segnale di risveglio in alcuni paesi del mondo industrializzato. Credete che l’attuale scenario di riferimento presenti fattori a sostegno di una ripresa dei prezzi al consumo?
L’inflazione globale è diminuita materialmente dopo la crisi finanziaria, ma recentemente ci sono stati segni di stabilizzazione. Il principale indicatore dell’inflazione negli Stati Uniti è aumentato costantemente dal 2015. Inoltre, con la disoccupazione ai minimi da diversi anni e una domanda di lavoratori qualificati che eccede l’offerta, potrebbero concretizzarsi ulteriori pressioni al rialzo dei salari.
In Europa, il contesto di bassa inflazione è stato ancora più acuto a causa delle politiche di austerità e della contrazione della domanda interna. La revisione strategica della definizione e del calcolo dell’inflazione, da parte della Bce, e l’inclusione dei prezzi del mercato immobiliare nel calcolo dell’inflazione potrebbero avere un impatto tangibile.
Nel Regno Unito, il tasso di inflazione annuale si colloca al livello più basso dal 2016. L’incertezza relativa alla Brexit, che porta a un rallentamento della crescita economica, appare come un probabile fattore determinante. Queste incertezze continueranno a permanere durante quest’anno di negoziati serrati con la Ue, in vista di un accordo di libero scambio.
Molti Paesi emergenti stanno riconvertendo la propria economia, non focalizzandosi esclusivamente sull’aumento della capacità produttiva. La Cina ne è un esempio emblematico. Nel tempo, ciò potrebbe alimentare una maggiore pressione sui costi per la produzione globale.
In conclusione, ci sono dei fattori che stanno mettendo una pressione rialzista all’inflazione, ma sembrano avere soprattutto una natura temporanea (es. settore energetico ed alimentare) piuttosto che strutturale.
Nell’ipotesi di un’accelerazione dell’inflazione, quali tipologie di inflation linked bond (per Paesi, scadenze e rating) ritenete siano da privilegiare? Oltre ai bond legati all’inflazione, quali sono, a vostro giudizio, le opzioni a disposizione degli investitori per tutelarsi da un ritorno dell’inflazione?
Un’accelerazione globale dell’inflazione darebbe una spinta positiva a tutte le obbligazioni indicizzate all’inflazione, almeno in relativo rispetto alle obbligazioni con cedola fissa. Nell’area Euro, a seguito dell’attuale revisione strategica della Bce, una decisione sull’opportunità di modificare l’obiettivo di inflazione dovrebbe essere raggiunta entro l’anno. L’inclusione dei prezzi immobiliari potrebbe provocare una rivalutazione di tutte le obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse dai Paesi dell’area Euro, in modo omogeneo lungo tutta la curva dei rendimenti. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione degli Stati Uniti e del Regno Unito ci sembrano invece scontare già livelli più elevati di inflazione.
L’oro e l’esposizione valutaria ci sembrano invece strumenti meno efficaci per proteggere i portafogli dall’accelerazione dell’inflazione, rispetto alle obbligazioni inflation-linked.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

