A cura di Simone Borsetti, Research Associate di MainStreet Partners

 

Simone Borsetti

Praticamente tutte le asset class hanno assistito al lancio o all’aumento di prodotti di investimento focalizzati sull’economia circolare.

Con questa espressione si fa riferimento a metodi di produzione meno inquinanti in cui le risorse sono riciclate, rilavorate, riusate in modo continuo, riducendo così la dipendenza da risorse vergini.

Le previsioni stimano che le soluzioni circolari possano produrre opportunità di crescita a livello globale pari a 4,5 mila miliardi di dollari entro il 2030.

La ricerca condotta dall’Università Bocconi, Ellen MacArthur Foundation e Intesa Sanpaolo nel 2021, basata su un campione di 222 aziende, ha dimostrato che le imprese possono generare rendimenti superiori aggiustati per il livello di rischio adottando approcci circolari. La circolarità può inoltre aiutare a migliorare la resilienza finanziaria dei Paesi e a ridurre i danni ambientali.

La situazione è urgente ed evidente. L’approccio tradizionale lineare alla produzione, basato sul “prendi, produci, smaltisci”, non è sostenibile data l’attuale disponibilità di risorse. Per soddisfare i nostri bisogni alle attuali velocità di consumo e produzione di rifiuti, avremmo bisogno di quasi due pianeti Terra (1,75 per essere precisi) in termini di risorse.

Il gap finanziario nell’economia circolare

L’Unione Europea produce oltre 2,2 miliardi di tonnellate di rifiuti ogni anno. L’adozione esclusiva di energie rinnovabili affronterà solo il 55% delle emissioni totali globali di gas serra. Oggi l’economia globale è circolare solo per il 7,2% (cioè, sostenibile). Nonostante l’interesse crescente da parte del mercato e l’attenzione mediatica, questo rappresenta effettivamente un calo rispetto al 9,1% toccato 5 anni fa.

Secondo le stime iniziali di Chatam House e Just Economics, nel mondo la spesa pubblica per l’economia circolare ha raggiunto i $500-600 miliardi nel 2020, rispetto a una spesa complessiva da parte dei governi di $13 mila miliardi.

Ad oggi si stima che il valore della spesa annuale aziendale per l’economia circolare sia di circa $850 miliardi, rispetto alla spesa sull’economia lineare di $35 mila miliardi. Ciò indica che la quota destinata all’economia circolare sugli investimenti totali globali è solo del 3% ogni anno.

Il ruolo dei governi

Non c’è dubbio che il sostegno governativo sarà fondamentale per l’adozione completa del modello dell’economia circolare. Mentre alcuni settori industriali saranno in grado di passare in maniera relativamente facile a un modello circolare e trarne vantaggi senza affrontare costi elevati, altri settori dovranno sostenere notevoli spese di capitale. Proprio per aiutare quest’ultime nella transizione saranno essenziali incentivi e supporto da parte dei governi, senza di essi l’adozione su larga scala del modello circolare rimarrebbe difficile da realizzare.

La Finlandia si distingue per l’approccio olistico che ha adottato. Già nel 2016 è stata la prima ad adottare una “road map” per un’economia circolare, un impegno che ha ribadito lo scorso anno fissando degli obiettivi per limitare l’estrazione di risorse naturali.

Un’iniziativa finlandese interessante può essere rintracciata nella sua abbondante industria ittica. Il 93% dei finlandesi consuma pesce ma solo 1/8 delle specie disponibili viene utilizzata per il consumo. Come parte del suo impegno verso un’economia circolare, il governo finlandese ha approvato finanziamenti per progetti che intendono sviluppare il pescato meno utilizzato per un nuovo consumo alimentare, con l’obiettivo di raggiungere un aumento di utilizzo di queste specie di un milione di kg.

In conclusione, l’economia circolare è importante per i mercati finanziari poiché offre opportunità di risparmio sui costi, innovazione, mitigazione dei rischi e resilienza nel lungo termine. Si allinea con la crescente domanda dei consumatori per pratiche sostenibili. E le aziende che abbracciano i principi di circolarità possono attrarre più investitori e migliorare il loro vantaggio competitivo sul mercato.


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Redazione

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