Intervista a Jeroen Blokland, responsabile del team Multi-Asset di Robeco

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?
Jeroen Blokland, Robeco

Febbraio è stato un mese terribile per la maggior parte degli asset considerati “sicuri”: più rischioso era l’asset, migliore è stata la performance.

Le materie prime e il petrolio in particolare hanno fatto da apripista. La storia della reflazione ha continuato a essere il tema dominante. Ma la svolta del mese scorso è stata che, dopo un bel po’ di esitazione, anche il mercato obbligazionario sembra essersi arreso.

Un fattore importante dell’aumento dei rendimenti è che, a differenza di quanto abbiamo visto nell’ultimo periodo, anche i tassi reali hanno iniziato ad aumentare. I tassi reali in aumento sono un’arma a doppio taglio. Da un lato, possono indicare che l’economia sta effettivamente migliorando, dall’altro possono irrigidire le condizioni finanziarie.

Quest’ultimo aspetto non dovrebbe andare bene alle banche centrali.

Negli ultimi mesi hanno fatto tutto il possibile per mantenere le condizioni finanziarie allentate. Un movimento contenuto dei tassi reali non dovrebbe far deragliare la ripresa, come ribadito dalla Fed. L’oro e le obbligazioni legate all’inflazione hanno sofferto. Ma è quello che ci si aspetta da loro quando i tassi reali salgono. Sembra che il mercato obbligazionario stia cercando di trovare un nuovo equilibrio. La domanda è se alla fine questo sarà a un livello che gli asset rischiosi e l’economia possono sopportare: il consenso in materia non è ancora unanime.

Tutto sommato, per un portafoglio più orientato al tema della reflazione, la sensibilità verso il rialzo dei tassi può essere ridotta diminuendo l’esposizione ai Treasury e ai crediti globali. E aumentando quella verso le materie prime.

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?

Il mercato e le banche centrali si concentreranno sul prossimo aumento dell’inflazione. Tutti si aspettano che l’inflazione a breve termine sia più alta a causa degli effetti di base e della riapertura delle economie.

Il presupposto implicito è che l’inflazione scenderà in seguito. Quindi si dovrebbe guardare oltre le cifre più elevate. Rimane la questione se gli attuali colli di bottiglia sul piano dell’offerta e i prezzi più alti delle materie prime costituiscano uno sviluppo più strutturale che alla fine provocherebbe un assestamento dell’inflazione su un livello più alto. Ci vorranno un paio di mesi prima che il rumore si dissolva e si possa far chiarezza in proposito.


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Redazione

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