Megatrend: il nuovo fondo ETF di Lyxor sui millennial

Le abitudini di consumo dei millennial sono diventate uno dei megatrend più popolari nel mondo degli investimenti. E lo sarà possibilmente ancora di più dopo la crisi del Covid-19, che ha accelerato tutta una serie di fenomeni quali la digitalizzazione e le nuove tecnologie disruptive.

Quella dei millennial – o generazione Y – è una delle tematiche emergenti in grado di cogliere opportunità di investimento che vanno al di là dei tradizionali fondi ponderati per il settore o la capitalizzazione di mercato. I millennial sono infatti destinati ad avere un enorme impatto sull’economia globale e di conseguenza sul mondo degli investimenti.

Di solito la generazione dei cosiddetti millennial dà la priorità alla qualità, alla sostenibilità e alla velocità quando si tratta di fare acquisti. Per creare un fondo ETF con un portafoglio investimenti dedicato, Lyxor ha cercato di comprendere a fondo le loro preferenze. Per farlo, si è basata su sistemi di intelligenza artificiale e big data.

Millennial: un terzo della popolazione mondiale

Le loro decisioni di spesa e di risparmio orientate al FinTech porteranno alla scomparsa di alcuni modelli di business consolidati e alla nascita di nuovi modelli. Lo si deve in parte al peso dei numeri. Si parla spesso dell’invecchiamento della popolazione nel mondo occidentale. Ma con 2,4 miliardi di esponenti, le persone nate negli Anni 80 e 90 costituiscono quasi un terzo della popolazione mondiale.

I millennial rappresentano poi circa la metà della forza lavoro globale. Insieme ai loro successori (i più giovani nati negli Anni 2000 e meglio noti come Generazione Z), le cui abitudini sono abbastanza simili, essendo cresciuti con Internet e smartphone, entro il 2030 rappresenteranno quasi i tre quarti della forza lavoro entro il 2030.

millennial e generazione Z rappresenteranno tre quarti della forza di lavoro entro il 2030
millennial e generazione Z rappresenteranno tre quarti della forza di lavoro entro il 2030

I baby boomer e la Generazione X, che hanno guidato l’economia negli ultimi decenni, stanno per cedere il passo alle nuove leve. Per anticipare questa tendenza, Lyxor ha creato un fondo ETF per approfittare del fatto che i millennial non hanno ancora raggiunto l’apice del potere d’acquisto.

Le abitudini di consumo “digitali” dei millennial e della Generazione Z

I millennial più vecchi non hanno ancora compiuto 40 anni e il loro salario annuale globale dovrebbe salire da 18.400 miliardi di dollari a 32 mila miliardi nel 2030. La Generazione Z, che nel tra 10 anni avrà 20-30 anni, aggiungerà al totale altri 30 mila miliardi. Se si pensa che già oggi contano per circa 10 mila miliardi di dollari di consumi al mondo, la cifra è destinata a gonfiarsi ulteriormente.

La spesa dei consumatori rappresenta quasi il 60% del PIL globale. Così, mentre i millennial diventano la principale categoria di lavoratori e consumatori per fascia di età, le loro decisioni avranno un enorme impatto sull’economia.

È importante riflettere su questo aspetto, perché i millenni hanno abitudini di vita e di consumo diverse da quelle delle precedenti generazioni cresciute nell’era pre digitale. Fanno parte di uno dei megatrend dell’urbanizzazione: i millennial si spostano nelle grandi città per studiare o lavorare (o entrambe le cose). Soprattutto nel mondo emergente, dove i giovani stanno lasciando le aree rurali in cerca di una vita migliore.

Millennial sempre connessi e con meno figli

I millennial faranno meno figli e se li avranno sarà più tardi. Significa che hanno più reddito disponibile e più tempo libero degli adulti che hanno messo su famiglia. E trascorrono quel tempo libero e quel denaro in modi nuovi rispetto ai loro genitori.

La considerazione più ovvia che si può fare è che i millennial sono cresciuti con Internet e sono “nativi digitali”. Hanno vissuto il cambiamento sotto i loro occhi e sono entusiasti verso le nuove tecnologie, che si adattano al loro stile di vita e alle loro scelte. Ai millennial piace la tecnologia intelligente per smartphone, tablet, telecamere, altoparlanti, TV e carte di credito.

Il Wi-Fi è il loro ossigeno e vivono e respirano online e sui social media. Utilizzano le ultime tecnologie all’avanguardia e il cloud, dove si trova un’enorme quantità di dati memorizzati. Il 93% possiede uno smartphone, il 55% ha un tablet e l’86% di loro è iscritto ad almeno una piattaforma social media.

Acquisti e investimenti consapevoli e sostenibili

Ma non è solo il mezzo a fare la differenza. I millennial hanno la tendenza a fare acquisti in modo consapevole. E a prendere decisioni che li facciano sentire con la coscienza a posto. In particolare nel mondo industrializzato molti millennial sono profondamente consapevoli del cambiamento climatico. E vogliono dare priorità alla sostenibilità sia nei loro consumi che nei loro investimenti.

Uno studio uscito di recente ha dimostrato che rispetto al resto della popolazione, i millennial statunitensi hanno il doppio delle probabilità di investire in aziende che si rivolgono al sociale e all’ambiente, rispettando i criteri ESG. Sono inoltre due volte più propensi ad acquistare prodotti di un marchio sostenibile.

Un millenario eco-consapevole fa qualche lavoretto free-lance a casa nel fine settimana prima di prenotare un car sharing per andare in palestra dove si allenerà con scarpe da corsa ecologiche. A seguire, uno spuntino a base di avocado oppure un hamburger vegetariano con quinoa e bacche di acai antiossidanti, il tutto innaffiato con birra artigianale senza alcol.

Magari bevono caffè biologico Fairtrade, mentre fanno shopping online per mettere le man sull’ultima tendenza della moda “fast-fashion”. Oppure prenotano un volo last-minute per un weekend all’estero usando un sito di confronto dei prezzi. Un’esperienza che poi senza dubbio una volta sul posto condivideranno in diretta con amici e familiari grazie a foto e video pubblicati sui social media. Può sembrare uno stereotipo, ma la maggior parte di loro è pronta a pagare di più pur di fare scelte coerenti con il proprio pensiero (o l’ultima moda).

La maggior parte di loro paga questi articoli utilizzando criptovalute o applicazioni FinTech per i pagamenti digitali. Quando si tratta di prendere decisioni di risparmio e di investimento, non è così insolito per loro utilizzare un sistema digitale, una App come Robinhood o un roboadvisory per la gestione dei patrimoni. Meglio ancora se il gestore robot investe in aziende allineate con le proprie personali preferenze orientate alla sostenibilità.

I millennial sono più interessati agli investimenti sostenibili rispetto alla generazione che li ha preceduti
I millennial sono più interessati agli investimenti sostenibili rispetto alla generazione che li ha preceduti

Com’è strutturato l’ETF per investire nei millennial

Il fondo ETF di Lyxor destinato ai millennial seleziona soltanto aziende in sintonia con la mentalità, i gusti, le priorità e le aspirazioni della Generazione Y. “Il processo di investimento – racconta il gruppo in un report – unisce in modo unico supervisione umana da parte di esperti del settore, con le tecniche di intelligenza artificiale stato dell’arte che mirano a catturare il tema nella sua interezza”.

“A differenza degli approcci basati sui dati finanziari storici, la nostra filosofia è lungimirante”. Ossia “guarda a fonti di dati più non convenzionali, quali gli archivi aziendali, le notizie e gli altri media”. Un processo di questo tipo, assicura Lyxor, “garantisce che il portafoglio vada oltre i settori o brand più evidenti e conosciuti negli Stati Uniti o nel mondo”.

L’ETF comprende più aziende specializzate che saranno particolarmente influenzate dalle abitudini millennial. Include protagonisti a livello regionale che hanno una posizione di forza in alcuni dei più grandi mercati emergenti.

Chip, streaming, gig economy: le aziende presenti in portafoglio

Ad esempio, molti investitori sanno che la tecnologia e la comunicazione sono caratteristiche fondamentali del mondo e dello stile di vita dei millenial. L’ETF di Lyxor ha dunque incluso aziende come la sudcoreana Samsung, il più grande produttore al mondo di smartphone.

Nel portafoglio figura anche Xiaomi, un’azienda cinese forse meno nota agli investitori occidentali. Ma che si è ritagliata un posto da leader nel mercato indiano, rimanendo uno dei principali attori nel mercato del suo paese di origine.

Ma le implicazioni di questo megatrend non si fermano all’ultimo gadget alla moda. Crescere in un mondo globalizzato e interconnesso significa che i millennial si aspettano convenienza e velocità. Talvolta questo atteggiamento viene definito cultura “on-demand”.

Tale approccio ha permesso a Netflix di diventare così popolare. Lo stesso si può dire di gruppi della gig economy come la tedesca Delivery Hero, il cui servizio di consegna dei pasti ora collega i consumatori di centinaia di migliaia di ristoranti presenti in 40 paesi.

Daniele Chicca
Daniele Chicca
Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno presso la UCL di Londra, è giornalista professionista dal 2007. Partendo da Reuters si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Grazie a competenze SEO e social, ha contribuito a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia (in qualità di responsabile editoriale). È stato inviato da New York per Radio Rai e per varie agenzie stampa, tra cui AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento si occupa della strategia di comunicazione di alcune startup svizzere specializzate in crypto, FinTech, materie prime e mondo del lavoro.