I bond sono tornati a essere protagonisti anche nel 2024, tuttavia, il contesto resta incerto. Lazard Frères Gestion

Un contesto di tassi in calo è generalmente di buon auspicio per le obbligazioni, soprattutto quando le diverse banche centrali sono attese cambiare la propria politica monetaria. Il calo dell’inflazione e l’ancora incerta evoluzione del contesto economico sembrerebbero spingere per misure più espansive, ma l’outlook rimane ancora incerto. Queste son le premesse del team fixed income di Lazard Frères Gestion dell’incontro tenutosi a Milano lo scorso 23 gennaio.

In tale contesto, il quadro dei tassi d’interesse sembra essere più complicato di quanto non possa apparire, sempre secondo gli stessi gestori. Nello specifico, il rally obbligazionario alla fine dello scorso anno ha fatto scendere il rendimento del decennale statunitense di 100 punti base, in quanto molti investitori hanno anticipato l’allentamento delle banche centrali, prevedendo fino a sei tagli della Federal Reserve per il 2024, nonché un atterraggio morbido dell’economia statunitense. Con l’inizio di gennaio, la volatilità è tornata sul mercato dei bond e i rendimenti hanno ripreso a risalire.

Uno scenario incerto

Nonostante le attese del mercato, Lazard Frères Gestion ritiene che i tagli dei tassi nei mercati sviluppati potrebbero non arrivare così presto, perché il tutto dipende dall’andamento delle economie e di quanto tempo occorrerà perché l’inflazione compia l’ultimo tratto del suo viaggio verso gli obiettivi del 2% delle banche centrali. E, nella storia, i soft landing dopo i cicli di rialzo dei tassi della Fed sono stati rari. La “pista di atterraggio” della politica monetaria, sempre secondo la casa, sembra essere stretta, delimitata dalla possibilità, da un lato, di una recessione e, dall’altro, dal riaccendersi dell’inflazione. A questo scenario va aggiunta la situazione geopolitica, complessa, con le guerre in Medio Oriente e in Ucraina e il numero cospicuo di elezioni, che riguarderanno quasi metà della popolazione mondiale. Un acuirsi delle crisi in corso potrebbe portare fuori rotta un atterraggio morbido.

Focus sul carry

In termini di posizionamento, l’asset manager ha ridotto la duration lunga dei portafogli, vista l’incertezza e quello che si presenta come un anno di volatilità sui mercati. Invece di contare sui tassi come principale fonte di rendimento nel 2024, il team obbligazionario, guidato da Éléonore Bunel, suggerisce di concentrarsi sul carry, in vista anche di un possibile ritorno della volatilità sui mercati. Nello specifico, oltre a riconoscere il livello interessante raggiunto dai tassi d’interesse, Bunel ha sottolineato come l’asset class del credito offra carry attrattivi nei diversi segmenti del mercato: dall’Ig all’Hy, dall’ibrido Hy al Coco At1. Inoltre, nell’attuale contesto di mercato, il credito offre rendimenti più elevati del dividend yield delle azioni. Il posizionamento consigliato ha riguardato una strategia globale flessibile (Lazard Credit Opportunities), con una forte esposizione agli emittenti finanziari, un’altra sul corporate Hy in euro, segmento di mercato in cui non si intravedono particolari rischi legati al rifinanziamento del debito nel 2025 e all’aumento del default rate (Lazard Euro Corp High Yield), , e due strategie Sri in obbligazioni subordinate (Lazard Credit Fi Sri e Lazard Capital Fi Sri). In generale, sostiene sempre Bunel, è possibile che quanto è prezzato dal mercato sconti una view troppo ottimista e, per tale ragione, non è escluso un allargamento degli spread, a fronte però di uno yield molto interessante.


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Redazione

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