Party like it’s (not) 1999. Riteniamo che vi siano diverse differenze fondamentali tra l’attuale contesto e il 1999 che manterranno i mercati in crescita nel prossimo anno. Jeff Schulze, Head of Economic and Market Strategy di ClearBridge Investments, Gruppo Franklin Templeton
1999 vs. 2025: Differenze economiche
La prima differenza fondamentale è che l’economia statunitense è pronta a beneficiare sia di stimoli fiscali che monetari nel 2026, una combinazione potente che di solito si osserva solo in uscita dalle recessioni.
Il beneficio di questo stimolo dovrebbe essere significativo perché la crescita salariale – la principale fonte di potere d’acquisto per la maggior parte degli americani – ha continuato a moderarsi dopo il picco post-pandemia.
Tipicamente, le espansioni economiche mature vedono un’accelerazione dei salari che spesso spinge la Fed a irrigidire la politica monetaria per prevenire una spirale inflazionistica salari-prezzi. Questo, a sua volta, può soffocare la crescita economica e preparare il terreno per una recessione. Tuttavia, questa dinamica oggi non è presente, il che rappresenta una seconda differenza fondamentale tra il contesto attuale e quello del 1999.
La tendenza alla moderazione dei salari negli ultimi anni è in netto contrasto con un’economia che ha continuato a registrare una crescita solida. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è aumentato di oltre un punto percentuale, passando dal minimo del 3,4% di aprile 2023 al 4,6%. Di conseguenza, alcuni osservatori attribuiscono la recente debolezza del mercato del lavoro alla diffusione dell’intelligenza artificiale (AI).
L’AI sembra effettivamente contribuire a un rallentamento delle assunzioni nel settore tecnologico e in particolare per i ruoli entry-level.
Il grande paradosso del mercato
Un confronto completo tra il contesto attuale e l’ultima fase della bolla dot-com mostra più differenze che somiglianze. Sebbene le valutazioni siano elevate, riteniamo che le azioni “cresceranno fino a giustificare i multipli” nel 2026 grazie a solidi utili alimentati dalla continua forza degli investimenti in AI, oltre che da stimoli fiscali e monetari.
Ulteriori rialzi potrebbero derivare da deregolamentazione, guadagni di produttività legati all’AI e ulteriore moderazione dei costi del lavoro, quest’ultima potrebbe anche aprire la strada a ulteriori allentamenti da parte della Fed. Sebbene l’AI possa in parte sconvolgere i mercati del lavoro, riteniamo che l’impatto sarà più simile alla “ripresa senza occupazione” che seguì la bolla dot-com, con una crescita debole dei posti di lavoro (50.000-75.000 al mese) piuttosto che una recessione. Inoltre, l’AI dovrebbe contribuire a un contesto disinflazionistico, favorevole agli asset finanziari.
Anche se a volte può sembrare che i mercati stiano “festeggiando come se fosse il 1999”, crediamo che la fase di correzione che seguirà quella di euroforia (come nel 2000-2003) sia ancora lontana. A questo proposito, ricordiamo una citazione del famoso investitore William O’Neil:
“È uno dei grandi paradossi del mercato azionario che un titolo già molto caro di solito tenda a salire ancora e che un titolo molto economico tenda a scendere ancora”. Sebbene la bolla dot-com presenti alcune analogie con il presente, è importante considerare anche i rischi di restare ai margini durante periodi di grandi cambiamenti tecnologici. Per questo motivo, rimaniamo acquirenti sui ribassi qualora si presentassero nei prossimi mesi.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

