Intervista a Michele Corno, fund manager Pharus Sicav
Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per paesi, settori etc) avete messo in atto per fa fronte alla situazione?

Storicamente, durante le fasi ribassiste di mercato le small cap sono quelle che vengono più facilmente trascurate. Sono infatti concettualmente società con fattori di crescita molto ampi. Ma che quest’anno, in cui il Value è stato preferito al Growth, hanno accusato il colpo.
A livello globale si è assistito anche a un forte abbassamento dei volumi di scambio, aggravato in Italia dalle condizioni economiche e politiche che hanno pesato soprattutto sulle piccole e medie capitalizzazioni.
Inoltre, le tensioni geopolitiche, la guerra in Ucraina, la crisi energetica, l’inflazione e il rialzo dei tassi hanno fatto sì che gli analisti rivedessero stime e valutazioni. A volte anche senza guardare ai risultati delle semestrali presentati.
In Pharus siamo focalizzati principalmente sulle small e mid cap italiane. E in particolare su azioni di elevata qualità in termini di management, di business e di bilancio. Caratterizzate quindi da una crescita sana e sostenibile. Nonostante le difficili fasi di mercato abbiamo deciso di continuare a puntare su tale qualità.
Grossi cambiamenti a livello di portafoglio, infatti, non sono stati fatti. Ma ci siamo limitati ad aggiustare i pesi e a mantenere un dialogo costante con le società stesse per comprendere le loro difficoltà e le azioni messe in atto per affrontarle. La comprensione delle dinamiche, sia puntuali sia future, dei fondamentali delle realtà in cui investiamo hanno come sempre guidato il nostro portafoglio e l’allocazione di lungo termine che lo caratterizza.
A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero materializzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del Vecchio Continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?
Una stabilizzazione dei mercati finanziari consentirebbe una ripresa dei flussi verso l’equity, in un primo momento verso gli indici principali. E le large cap, a cui faranno seguito le small cap, che in questo momento presentano multipli molto interessanti. Soprattutto in alcune realtà italiane che da sempre si sono dimostrate flessibili e resilienti in momenti di difficoltà.
Il mercato italiano in particolar modo potrà risalire la china nel momento in cui verrà instaurata nuovamente una fiducia nei confronti del governo. Attualmente, infatti, molti investitori esteri hanno preferito fare un passo indietro in attesa di un consolidamento dell’assetto politico italiano.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.


