Intervista a Riccardo Volpi, fund manager di Pharus

L’impennata dei tassi statunitensi ha condizionato negativamente l’andamento dell’indice Nasdaq nel 2022. Credete che il calo delle quotazioni abbia scontato a pieno le aspettative sulle intenzioni della Fed?

Riteniamo che l’aumento dei tassi d’interesse abbia portato a un de-rating valutativo molto importante intorno al 40-50%, riportando alla normalità gli eccessi che si erano creati nel 2020 e 2021.
Come vediamo dal mercato obbligazionario le attese di rialzo tassi si sono fermate intorno a un tasso target del 5% sui Fed fund che implicano un decennale che dovrebbe aver ormai alle spalle il movimento rialzista maggiore.
Soprattutto considerando che l’inflazione dovrebbe aver fatto picco nei mesi scorsi ed essere in forte riduzione. Questo rallentamento delle attese di rialzo è molto supportivo sui titoli ad elevata crescita. E quindi sul Nasdaq perché permette agli investitori di concentrarsi sui fondamentali delle aziende. Fondamentali che per diverse aziende leader non sono stati intaccati nel 2022.
Quindi la maggior parte delle aziende ha continuato a fare utili con ottimi margini. E questo le ha rese molto interessanti, considerando, come detto prima, che siamo alla fine dei rialzi. Tecnologia, software-sicurezza informatica e database per dati alternativi sono tre settori con un potenziale enorme.
L’attuale livello di tassi Usa potrebbe mettere in discussione le prospettive di crescita delle società tecnologiche più indebitate? Oltre alla dinamica dei tassi, quali altre variabili potrebbero condizionare l’andamento dell’indice nel 2023?
Il rialzo tassi ha drenato la liquidità nei settori ad alto potenziale di crescita, come tecnologico e biotecnologico. Questo ha implicitamente creato il cosiddetto anno zero per la tecnologia, nel quale il mercato si è rigenerato e riuscirà a sopravvivere solo il migliore. Questo evento di rialzo tassi è stato quindi molto importante e necessario per lo sviluppo tecnologico globale.
In particolare, il tema dell’indebitamento è un tema molto importante. E in un contesto di tassi in aumento attira l’interesse degli investitori. Soprattutto nel caso di aziende tecnologiche che basano la propria crescita ed espansione attraverso il ricorso al debito.
In questo caso infatti un aumento dei tassi può portare a gravi difficoltà finanziarie. Per questo motivo preferiamo aziende tecnologiche che operano da leader anche in alcune nicchie di mercato capaci di generare flussi di cassa e che non devono basarsi sul debito per crescere, che risentono quindi solo marginalmente del rialzo tassi.
La principale dinamica che dovrebbe aiutare il segmento tecnologico è il valore. Rispetto ad un anno fa, quando si faceva fatica ad individuare opportunità a sconto, queste opportunità sono state evidenziate dal contesto macroeconomico di rialzo tassi.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

