Raiffeisen CM: “Prudenza sui bond emergenti”

Intervista a Ronald Schneider, Head of “Bonds, CEE & Global Emerging Markets”, Raiffeisen Capital Management

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Credete che l’attuale rendimento cedolare offerto dalle obbligazioni emergenti sia in grado di compensare i rischi che un investitore si accolla con la sottoscrizione di strumenti dedicati a questi bond?

Ronald Schneider

Il recente aumento dei tassi dei mercati sviluppati, dovuto allo spostamento della percezione della narrazione del mercato globale dalla reflazione alle aspettative di inflazione, ha innescato deflussi dai mercati emergenti. Il che ha impedito un calo più pronunciato degli spread dei mercati emergenti.

Il rendimento medio delle obbligazioni dei mercati emergenti è quindi salito a un livello superiore al 5%, che ora è addirittura superiore al livello visto alla fine del 2019. Il lento ritmo dei programmi vaccinali nella maggior parte dei Paesi emergenti ha posto dei rischi per le prospettive di crescita rispetto agli Stati Uniti fortemente stimolati. Mentre l’aumento dei tassi USA e del dollaro USA stanno probabilmente causando un aumento dei costi legati al servizio del debito, che potrebbe mettere ancora di più sotto pressione i Paesi altamente indebitati.

Con la volatilità dei tassi dei mercati sviluppati che si è un po’ attenuata e la concessione di maggiori assegnazioni di DSP da parte del FMI per alleviare le necessità di finanziamento dei Paesi emergenti, le prospettive sono migliorate e le obbligazioni emergenti possono generare rendimenti positivi.

Fermo restando che la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi nei mercati sviluppati è il nostro scenario di base per il resto dell’anno, vediamo buone possibilità che il calo degli spread obbligazionari possa compensare il vento contrario dell’aumento dei rendimenti globali, poiché le prospettive di crescita nei mercati emergenti miglioreranno nella seconda metà dell’anno. E fattori positivi come l’aumento dei prezzi delle materie prime non sono ancora pienamente riflessi.

Tuttavia, sarà importante continuare a differenziare i Paesi a causa dell’esposizione allo sviluppo del virus e delle valutazioni sulla sostenibilità del debito.

In questa fase di mercato, quali em bond (per Paesi, affidabilità creditizia, valuta) ritenete opportuno sovrapesare nei vostri portafogli e quali sottopesare?

I tassi di default sono stati relativamente bassi nel 2020 in gran parte grazie al sostegno del FMI, c’è ancora un rischio di ristrutturazione del debito o di coinvolgimento del settore privato per diversi Paesi altamente indebitati.

E nonostante la valorizzazione delle valute dei Paesi emergenti sia migliorata con la recente debolezza, preferiamo rimanere prudenti in quanto i venti contrari legati alle prospettive di crescita e all’aumento dei tassi globali rimangono forti.

Inoltre, i tassi d’interesse locali sono ancora relativamente bassi, in quanto i cicli dei tassi hanno appena iniziato a cambiare in alcuni Paesi. Mentre in altri luoghi incombono i rischi di rischi di errori politici ed eventi geopolitici, il che porta a un atteggiamento prudente anche sulle obbligazioni in valuta locale.

Continuiamo quindi a privilegiare gli eurobond di Paesi fondamentalmente forti o in via di miglioramento che beneficerebbero dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dove esistono possibilità di un’ulteriore compressione degli spread, evitando i Paesi con rating più elevati ma con spread bassi a causa dei rischi di effetti negativi sui prezzi derivanti dall’aumento dei tassi DM.

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