Intervista a Massimiliano Schena, Direttore Investimenti 

 

 

Dopo l’ampliamento dello spread Btp/Bund registrato nelle ultime settimane, come valutate il rapporto rischio/rendimento dei titoli di stato italiani?
Massimiliano Schena

L’annuncio che la BCE sta preparando un nuovo strumento contro il rischio di frammentazione dell’Unione Monetaria è stato finora efficace nel prevenire un allargamento disordinato degli spread per i titoli di Stato dei Paesi periferici, Italia inclusa.

Ma dagli attuali livelli inferiori a 200 bp sulla scadenza decennale il potenziale di contrazione degli spread dei BTP appare limitato, sia perché gli attuali livelli non sono particolarmente stressati, rimanendo ben inferiori ai picchi recenti del 2020 e del 2018, e non prezzano significativi rischi politici in vista delle elezioni in Italia del prossimo anno, sia perché i dettagli dello strumento anti frammentazione sono ancora carenti almeno fino al meeting BCE di luglio.

Infine i fondamentali macro sono in peggioramento. E la BCE non sembra molto propensa a compensare divergenze di spread dovute alla situazione macroeconomica. Anche se il rendimento dei BTP è già ai massimi dal 2018, in gran parte dipende dal rialzo dei rendimenti del Bund. Pertanto una loro maggiore stabilizzazione è necessaria per migliorare significativamente il loro profilo di rischio/rendimento.

Quali tipologie di titoli di stato italiani ritenete meritevoli di essere inserite in portafoglio in questa fase?

Con la BCE che si appresta ad alzare rapidamente i tassi d’interesse almeno fino alla fine dell’anno, suggeriamo di neutralizzare il rischio di duration con i CCT (preferibilmente su scadenze entro i 3-4 anni per ridurre la sensibilità allo spread), le cui cedole sono destinate ad aumentare rapidamente. 

I BTP Italia rimangono attraenti ora che i rendimenti reali sono tornati positivi almeno per le scadenze più lunghe, anche se oltre il 2023 la probabilità di incassare nuovamente le massicce cedole da rivalutazione dell’inflazione dovrebbe diminuire.

Il nuovo 2030 è stato prezzato in modo attraente rispetto al resto del mercato ma la duration potrebbe rimanere un problema. A livello di scadenze, la curva dei rendimenti dei BTP e dei loro spread è molto ripida. E con l’attesa di un rialzo dei tassi da parte della BCE all’1% entro la fine dell’anno le scadenze a 5 anni sono relativamente più attraenti.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.