Syz Am: “Improbabile un aumento dei prezzi al consumo nel prossimo futuro”

Syz am. Adrien Pichoud, portfolio manager and chief economist, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle obbligazioni inflation linked

Adrien Pichouod, Syz Am

L’inflazione sembra dare qualche segnale di risveglio in alcuni paesi del mondo industrializzato. Credete che l’attuale scenario di riferimento presenti fattori a sostegno di una ripresa dei prezzi al consumo?

Attualmente è davvero difficile vedere segnali di inflazione nelle economie dei mercati sviluppati! Persino negli Stati Uniti, dove vari indicatori di prezzo si assestano vicini all’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale, è difficile vedere una significativa pressione al rialzo sugli indici di inflazione. E per quanto riguarda Europa e Giappone, l’inflazione rimane molto al di sotto degli obiettivi delle rispettive banche centrali…
Secondo la nostra opinione, l’effetto combinato della tecnologia, dell’aumento della quota di servizi dell’economia e del calo dell’“appetito” per l’effetto leva causato dal debito elevato, riduce il potenziale di strozzature delle supply chain e del potere di determinazione dei prezzi in capo alle imprese. Considerato che la fornitura di quasi tutti i beni e servizi è supportata dalla tecnologia, che il mercato del lavoro è sempre meno soggetto a strozzature della fornitura e che ci troviamo in un contesto di crescita economica positiva ma mite, un aumento dei prezzi al consumo ci sembra improbabile nel prossimo futuro.

Di tanto in tanto i mercati finanziari potrebbero essere inclini a temere un certo ritorno dell’inflazione, ma è più probabile che ciò accada perché le aspettative sono state eccessivamente basse, piuttosto che a causa di una vera e propria dinamica dell’inflazione.

Nell’ipotesi di un’accelerazione dell’inflazione, quali tipologie di inflation-linked bond (per Paesi, scadenze e rating) ritenete siano da privilegiare? Oltre ai bond legati all’inflazione, quali sono, a vostro giudizio, le opzioni a disposizione degli investitori per tutelarsi da un ritorno dell’inflazione?

In accordo con la view fin qui esposta, non vediamo un valore relativo significativo nelle obbligazioni inflation-linked in questo contesto. Le terremmo in considerazione solamente se il punto di pareggio dell’inflazione raggiungesse estremi irragionevoli, come accaduto tra il 2008 e il 2009 o nel 2016 negli Stati Uniti. Per proteggere il nostro portafoglio da potenziali picchi delle aspettative di inflazione, favoriamo la diversificazione in asset reali (azioni, oro, real estate) laddove possibile.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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