Per coprirci dall’inflazione preferiamo una combinazione di Treasury a tasso fisso e swap sull’inflazione. A colloquio con Florian Ielpo, Head of Macro Research, Lombard Odier Investment Managers

Il rendimento a scadenza offerto dai titoli di stato Usa a lungo termine si è riportato al di sopra del 4% netto. Ritenete che questo livello rappresenti una buona opportunità di investimento?

L’idea che i rendimenti dei Treasury statunitensi a lungo termine possano tornare stabilmente sotto il 4% appare sempre meno probabile. I rischi inflazionistici restano strutturalmente elevati — in particolare a causa dell’energia — i deficit fiscali degli Stati Uniti sono destinati a rimanere ampi e l’incertezza politica sta riaffiorando. Il rinnovato dibattito su una Federal Reserve allineata a Trump, con Kevin Warsh, ha già riportato, seppur marginalmente, interrogativi sull’indipendenza della Fed. Nel complesso, questi fattori rendono improbabile, nel breve termine, una significativa riduzione del premio a termine.

Questo cambia il modo in cui i Treasury dovrebbero essere considerati. Non si tratta di una storia di “tassi in calo”, ma di carry e rolldown. Con rendimenti sopra il 4% e una curva ancora inclinata positivamente, gli investitori vengono remunerati per detenere duration anche se i rendimenti restano all’interno di un range. Se i tagli dei tassi dovessero materializzarsi, l’attuale pendenza della curva aggiunge un contributo significativo di roll, migliorando i rendimenti complessivi senza richiedere una forte discesa dei rendimenti.

In sintesi, i Treasury tornano a essere interessanti — non perché i rendimenti debbano scendere, ma perché sono tornati reddito, pendenza della curva e opzionalità.

I Tips Usa offrono rendimenti reali appetibili in questa fase di mercato. Credete che, alla luce delle pressioni inflazionistiche, i Tips siano da preferire -a parità di scadenze- ai Treasury a tasso fisso?

Per il momento, preferiamo una combinazione di swap sull’inflazione e obbligazioni nominali come copertura contro l’inflazione. L’attuale shock inflazionistico è in gran parte già prezzato nel breve termine, ma cresce il rischio che diventi più persistente — soprattutto se le pressioni legate all’energia si estendono lungo la curva.

Gli swap sull’inflazione consentono un’esposizione più precisa e flessibile a questo rischio, mentre le obbligazioni nominali mantengono il loro ruolo di copertura in caso di rallentamento della crescita e di avversione al rischio. I recenti movimenti di mercato rafforzano questa visione: l’aumento dei rendimenti a 10 anni è stato guidato principalmente da una maggiore componente di inflazione attesa, piuttosto che dai tassi reali, evidenziando come l’inflazione sia un fattore di rischio trasversale alle asset class.

In questo contesto, la flessibilità è fondamentale. Una combinazione di swap sull’inflazione e duration nominale offre un approccio più adatto a uno shock inflazionistico prolungato.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.