a cura di Pinuccia Parini
Il Fondo monetario internazionale (Fmi), lo scorso luglio ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita del Pil globale, che, comunque, dovrebbe passare dal +3,5% stimato per il 2022 al +3,0%, sia nel 2023, sia nel 2024.
L’aumento dei tassi delle banche centrali per combattere l’inflazione continua a pesare sull’attività economica, il cui atteso rallentamento è difficile da quantificare. Se si entrerà o meno in recessione e quale ne sarà l’intensità è un punto di domanda che rende incerti i mercati. L’inflazione globale complessiva, sempre per il Fmi, dovrebbe scendere dall’8,7% nel 2022 al 6,8% nel 2023 e al 5,2% nel 2024. L’inflazione sottostante (core) dovrebbe diminuire più gradualmente e le previsioni per il 2024 sono state riviste al rialzo.
“Data dependent” è il mantra che caratterizza i comunicati delle maggiori banche centrali. Infatti, non è ancora chiaro quale sarà il livello cui i prezzi al consumo si stabilizzeranno ed è forse questo aspetto che genera allerta. Le istituzioni delle economie avanzate, per la maggior parte, rimangono ancora in una fase di stand-by, mentre, dall’altro lato, quelle dei paesi emergenti sembrano prossime a un cambio di passo, con l’adozione di politiche più accomodanti. Avere adottato misure monetarie più ortodosse e in anticipo ha permesso loro di contrastare l’ascesa dei prezzi al consumo, che hanno iniziato a calare dallo scorso anno.
La volatilità continua a essere così presente sui mercati obbligazionari, perché se un possibile rallentamento economico potrebbe essere positivo per un allungamento della duration di portafoglio, dall’altro, l’avversione al rischio, alimentata dall’incertezza, induce a un atteggiamento improntato alla cautela, nonostante il livello interessante raggiunto dai tassi a lunga scadenza.
Come posizionare quindi il portafoglio in un contesto che non è ancora chiaro, rimane un tema dibattuto: se è vero che i rendimenti del mercato del reddito fisso presentano livelli interessanti, decidere come posizionarsi è oggetto di confronto. Il quadro generale porterebbe a un atteggiamento più cauto, incentrato sulla qualità degli emittenti, tuttavia non possono essere ignorate le diverse opportunità che il mercato offre.
Questi e altri argomenti sono oggetto di approfondimento all’interno di Focus bond.
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Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

