Nell’Eurozona l’economia sta tornando alla normalità, anche se la crescita rimane contenuta. Evitato uno scenario di profonda recessione, il Pil della Ue, anche se in modo modesto, chiude il 2023 in positivo e le stime per il 2024 prevedono un andamento analogo. La fragilità economica dell’area rende cruciale il ruolo della Banca centrale, che ha portato i tassi a un livello troppo elevato per le condizioni macro del continente. È possibile, quindi, che la Bce ritorni sui propri passi prima degli altri istituti di emissione, ma l’inflazione core rimane ancora elevata e ciò potrebbe indurre Francoforte a rimanere più guardinga. Il 2023 dell’azionario europeo è stato, nonostante il pessimismo iniziale, un anno positivo e pure nel 2024 ci si attende una crescita degli utili societari, anche se inferiore a quella americana, in un mercato che tratta comunque a valutazioni più contenute. Ovviamente, permangono alcune incognite, sia al ribasso, sia al rialzo: l’Eurozona potrebbe scivolare in una stagflazione o beneficiare della ripresa della domanda a livello globale
L’Europa ha vissuto un 2023 in forte rallentamento, da qualsiasi punto di vista. Sicuramente è finito il boom generato dalle riaperture globali post-pandemia, ma al contempo è andato ad affievolirsi anche lo shock esogeno indotto dalla crisi delle catene di fornitura e dall’impatto dell’invasione dell’Ucraina sui corsi delle materie prime. In qualche maniera l’economia dell’Ue sta tornando a una normalità fatta di incrementi modesti del Pil, ma dopo avere schivato gli scenari da tregenda che si temevano 12 mesi fa. Da questo punto di vista una valutazione interessante ed equilibrata viene fornita dal Team di analisi di Eurizon: «Una vera e propria recessione è stata evitata anche dall’Eurozona, ma da noi il rallentamento è stato marcato. Le cose non sono andate così male come ipotizzava la stima di fine 2022, che prevedeva un numero negativo, ma la crescita del 2023 è stata appena positiva e le sorprese in questo senso sono arrivate solo nei primi mesi dell’anno, mentre dalla primavera ha prevalso il rallentamento».
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Boris Secciani
Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.

