di Aurèle Storno, chief investment officer multi asset di Lombard Odier Investment Managers
L’inflazione è tornata a essere il principale motore dei mercati. E questa volta non è la dinamica familiare, trainata dalla domanda, che abbiamo visto nel 2021–2022: è un’inflazione diversa, più imprevedibile, più insidiosa e, storicamente, molto più difficile da gestire. Lo shock di offerta causato dalle recenti tensioni con l’Iran sta creando un contesto che mette alla prova anche gli investitori più navigati. Di fronte a uno scenario così raro, ma così impattante, emerge una domanda cruciale: quale portafoglio è davvero in grado di resistere a un regime inflazionistico che i mercati vivono di rado, ma che oggi non possono assolutamente ignorare?
Il mondo 40–40–20 e perché oggi quel 20% conta più di tutto
Negli ultimi decenni l’economia globale ha alternato fasi di crescita in miglioramento, fasi di rallentamento e, per una quota molto più ridotta del tempo, veri e propri regimi inflazionistici. Questo schema, il 40% crescita in accelerazione, il 40% in decelerazione e solo il 20% inflazione, rivela una realtà poco confortevole: l’inflazione è rara, difficile da prevedere, ma quando arriva può dominare i rendimenti e mettere sotto pressione qualsiasi portafoglio costruito per “tempi normali”. La maggior parte delle strategie è pensata per l’80% dei contesti di mercato. Tuttavia, è proprio quel 20% di scenari inflativi a generare i rischi più significativi e le correzioni più profonde.
Perché l’inflazione da offerta è particolarmente pericolosa
Non tutte le fasi inflazionistiche si comportano allo stesso modo. Quando l’inflazione è trainata dalla domanda, come è accaduto nel 2021–2022, tende a rientrare più velocemente e spesso sostiene la performance delle materie prime.
L’inflazione generata da uno shock di offerta è invece molto più complessa da gestire. Riduce la domanda, mette sotto pressione gli utili aziendali, penalizza le materie prime dopo l’impennata iniziale e ha una maggiore probabilità di trasformarsi in un regime persistente. I dati storici parlano chiaro: solo il 22% degli episodi di inflazione da offerta si esaurisce in sei mesi, mentre un altro 22% evolve in inflazione guidata dalla domanda, prolungando ulteriormente gli effetti negativi.
In altre parole, lo scenario attuale non può essere considerato un semplice “rumore temporaneo”. Gli investitori devono prepararsi alla possibilità che l’inflazione persista, cambi forma e ridisegni completamente la performance delle principali asset class.
Quando la diversificazione smette di funzionare
La regola numero uno degli investimenti, diversificare, non sempre protegge, soprattutto durante una fase inflazionistica. La storia mostra che, nei momenti di shock, sia azioni, sia obbligazioni tendono a generare rendimenti inferiori alla liquidità. In altre parole, il classico portafoglio 60/40 fatica a funzionare proprio quando dovrebbe offrire protezione. E nelle fasi di inflazione guidata dall’offerta la situazione si complica ulteriormente: anche le materie prime, considerate da sempre il naturale strumento di copertura, finiscono spesso per sottoperformare la liquidità quando si osserva l’intero ciclo. Paradossalmente, l’asset più semplice, la liquidità, diventa il rifugio più efficace.
Liquidità e materie prime: necessarie, ma non sufficienti
In contesti inflazionistici, due asset si distinguono più degli altri. La liquidità, che storicamente tende a proteggere il capitale meglio della maggior parte delle asset class durante gli shock. E le materie prime, che funzionano particolarmente bene quando l’inflazione è guidata dalla domanda.
Ma affidarsi solo a questi strumenti può essere limitante. Tenere troppa liquidità per troppo tempo implica costi importanti, mentre le materie prime perdono gran parte della loro efficacia quando l’inflazione nasce da uno shock di offerta. Per navigare un contesto come quello attuale, gli investitori non hanno bisogno di un’esposizione statica, ma della capacità di muoversi rapidamente e con decisione tra i diversi strumenti man mano che le condizioni cambiano.
All Roads: un processo progettato per l’imprevedibilità dell’inflazione
In un contesto in cui l’inflazione cambia velocemente forma e impatto, la strategia All Roads di Loim offre un approccio davvero distintivo. Frutto di oltre 15 anni di ricerca sui cicli macroeconomici e sulle loro implicazioni per i mercati, All Roads integra i due elementi chiave, riportati di seguito, che risultano particolarmente rilevanti oggi.
1. Massima flessibilità nell’allocazione, a seconda del tipo di inflazione.
La strategia non si affida a un singolo strumento di copertura. È progettata per incrementare l’esposizione alle materie prime quando l’inflazione è trainata dalla domanda e ridurla rapidamente quando gli shock di offerta ne limitano l’efficacia. L’obiettivo non è anticipare il mercato, ma adattarsi con disciplina, un vantaggio fondamentale in un contesto dove prevedere i regimi inflativi è estremamente difficile.
2. Un rigoroso processo di gestione dei drawdown, che aumenta la liquidità quando serve.
La storia insegna che, durante gli shock inflazionistici guidati dall’offerta, la liquidità è spesso l’asset più efficace per proteggere il capitale. Grazie a un framework disciplinato di controllo delle perdite, All Roads può incrementare significativamente la componente cash proprio nei momenti in cui la diversificazione tradizionale non funziona più.
Una strategia per questo momento storico
In un mercato in cui l’inflazione si presenta in modo inatteso, persistente e strutturalmente diverso rispetto al ciclo precedente, gli investitori hanno bisogno non solo di una copertura, ma di un approccio capace di riconoscere tempestivamente i cambiamenti di regime e reagire in modo efficace.
All Roads risponde esattamente a questa esigenza: un processo sistematico, costruito per individuare quando la diversificazione smette di funzionare e per riorientare il portafoglio con decisione. L’integrazione tra flessibilità nell’uso delle materie prime, gestione dinamica della liquidità e un solido controllo dei drawdown offre un quadro solido per navigare scenari inflazionistici complessi.
In un contesto come quello attuale, nel quale il rischio inflativo è reale e richiede prontezza, All Roads rappresenta una soluzione pensata per proteggere il capitale e cogliere opportunità in modo disciplinato.
Informazioni importanti
La Società è autorizzata e regolamentata dalla Commission de Surveillance du Secteur (la “CSSF”) ai sensi dell’articolo 101(3) del 17 dicembre 2010 della Legge lussemburghese sugli OICVM e ai sensi dell’articolo 5 (4) del 12 luglio 2013 della Legge AIFMD e ha sede legale al 291, Route d’Arlon, L-1150 Lussemburgo. (di seguito la “Società*).
Il presente documento è destinato esclusivamente agli Investitori Professionali in Italia.
Il presente documento è una Comunicazione aziendale destinata esclusivamente a investitori professionali e non è una comunicazione di marketing riguardante un fondo, un prodotto d’investimento o servizi d’investimento. Il presente documento non mira a fornire consulenza d’investimento, contabile, professionale o legale.
Data di pubblicazione: gennaio 2026
leggi il numero 183
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

