a cura di Mark William Lowe

Secondo Kristalina Georgieva, responsabile del Fondo Monetario Internazionale, «l’economia argentina è in una situazione così grave che ha bisogno di una scossa. Il presidente Milei e la sua squadra stanno facendo esattamente ciò». In quanto economista esperta, la direttrice generale del Fondo è più che qualificata per commentare il programma radicale del presidente argentino. Tuttavia, in patria non tutti sono d’accordo. Da quando si è insediato, il 10 dicembre 2023, il presidente Javier Milei ha ottenuto il primato di avere provocato uno sciopero nazionale in meno di due mesi. Una nota più positiva è che la terza economia dell’America Latina ha concluso un accordo con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per sbloccare 4,7 miliardi di dollari nell’ambito di un piano di ristrutturazione del debito.

Attualmente, la travagliata nazione sudamericana sta affrontando sfide economiche terribili in seguito a decenni di debito e cattiva gestione finanziaria. L’inflazione ha superato il 160% su base annua e circa il 40% degli argentini vive in povertà. 

L’accordo, frutto dell’approvazione da parte del Fmi di una serie di politiche volte a ripristinare la stabilità macroeconomica, rimette in carreggiata il pacchetto di salvataggio di ben 44 miliardi di dollari negoziato dalla precedente amministrazione del presidente Alberto Fernandez.

Economia con la motosega

L’obiettivo dichiarato da Javier Milei, durante la sua campagna elettorale, è stato «prendere a colpi di motosega» la politica fiscale e ricostruire l’economia dalle fondamenta. È stato eletto sulla scia dell’insoddisfazione degli elettori nei confronti di un’élite politica ritenuta responsabile di iperinflazione endemica, di una moneta in caduta libera e di una povertà crescente. In sostanza, i suoi sostenitori avevano ben poco da perdere.

Milei, un outsider di destra che si descrive come “anarco-capitalista”, ha già varato una serie di misure per tagliare la spesa pubblica e rivedere l’economia. A poche settimane dal suo insediamento, ha presentato al Congresso un pacchetto legislativo incentrato sulla privatizzazione di oltre 40 aziende pubbliche e sull’imposizione di restrizioni al diritto di riunione e di manifestazione. Allo stesso tempo sono stati annunciati piani per ridurre il valore del peso argentino di oltre il 50% rispetto al dollaro statunitense e una serie di misure di austerità che vanno dalla cancellazione di una serie di appalti pubblici all’abolizione di un certo numero di sussidi.

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Redazione

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