a cura di Pinuccia Parini

Thomas Mucha
geopolitical strategist
Wellington Management

I mercati finanziari guardano con sempre maggiore attenzione alla geopolitica, soprattutto in un contesto di grandi cambiamenti come quello attuale. Inoltre, proprio il 2024 sarà un anno elettorale che coinvolgerà una fetta importante della popolazione mondiale. Fondi&Sicav ha discusso di questi temi con Thomas Mucha, geopolitical strategist di Wellington management.

Quali sono i rischi geopolitici cui prestare attenzione nel 2024?

«L’elenco dei rischi geopolitici per il 2024 è lungo, ma inizia con i conflitti in corso in Medio Oriente e in Ucraina, a causa della loro natura violenta e del loro notevole impatto umanitario. Oltre a queste due guerre, il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina è uno dei rischi geopolitici e politici più strutturali e significativi per il 2024. La tensione tra le due potenze dovrebbe permanere anche negli anni a venire, data la posta in gioco per l’economia globale e lo scenario geopolitico. Nonostante gli sforzi dell’amministrazione Biden e del presidente Xi per migliorare le relazioni bilaterali, la situazione rimane complessa. Le criticità, dal punto di vista geopolitico, sono numerose: le conseguenze delle elezioni presidenziali di Taiwan, l’aumento dell’attività militare nel Mar Cinese Orientale e Meridionale, gli sviluppi della Corea del Nord, così come l’andamento della guerra tra Ucraina e Russia, il crescente potenziale di escalation del conflitto in Medio Oriente e altre importanti questioni in cui Washington e Pechino hanno spesso obiettivi geostrategici in contrasto. Tra gli altri possibili rischi geopolitici da monitorare attentamente nel 2024, vale la pena menzionare anche il pericolo di un grave attacco informatico alle infrastrutture critiche degli Stati Uniti in presenza di nuovi scontri e di tensioni in aumento tra le due super-potenze mondiali e una possibile escalation della guerra dell’informazione e delle campagne di disinformazione con l’attecchimento dei video “deep fake” e di altre tecnologie abilitate dall’intelligenza artificiale. Inoltre, dobbiamo considerare le crescenti sfide che il cambiamento climatico pone alla sicurezza nazionale. Infatti, a causa del riscaldamento globale, si crea ulteriore incertezza proprio nelle zone situate in prossimità dell’equatore e dei tropici, che dal punto di vista geopolitico sono già tra le aree più instabili.  Infine, ma non meno importante, è probabile che la retorica politica all’interno degli Stati Uniti diventi sempre più accesa nei confronti della Cina man mano che ci avviciniamo alle elezioni presidenziali di novembre, a prescindere dal partito di appartenenza. È importante monitorare questi sviluppi e i rischi che rappresentano per le relazioni tra Stati Uniti e Cina».

Il 2024 è un anno elettorale decisamente importante. Quali risultati potrebbero rivelarsi determinanti per gli anni a venire?

«Considerando la posizione di leadership degli Stati Uniti in termini di potenza militare, economica e di influenza diplomatica a livello globale, le elezioni presidenziali di novembre rappresentano un evento di primaria importanza per il 2024, soprattutto in un contesto geopolitico così instabile. Anche se è troppo presto per prendere posizioni riguardo l’esito delle consultazioni, soprattutto con un elettorato politico statunitense così diviso e caotico, un secondo mandato di Biden garantirebbe una certa continuità nella politica estera degli Stati Uniti. Pertanto, se l’attuale presidente fosse rieletto, potrebbe portare a un maggiore impegno nell’ambito della competizione tra le grandi potenze, con particolare attenzione alla Cina e alla Russia. Ci si potrebbe aspettare anche un rafforzamento dei legami economici e militari con gli alleati europei e asiatici e un maggiore sostegno ai settori strategici. Al contrario, guardando ai trascorsi storici, un secondo mandato di Trump potrebbe portare a politiche più transazionali e meno definite, che potrebbero danneggiare le relazioni con gli alleati in Europa e in Asia. Un cambiamento così drastico nella politica statunitense rischia di determinare ripercussioni significative sul panorama geopolitico a lungo termine, con possibili conseguenze sul conflitto in Ucraina, sulle relazioni Stati Uniti-Cina, sul futuro di Taiwan e sulla direzione degli eventi in Medio Oriente e in Asia. Inoltre, le elezioni sovranazionali dell’Ue, a giugno, potrebbero avere un impatto significativo sugli sforzi bellici dell’Ucraina, mentre il ruolo crescente dell’India nella competizione globale tra grandi potenze rischia di influenzare la politica internazionale, anche alla luce della campagna di rielezione del primo ministro Narendra Modi. Infine, il Messico e il Regno Unito, stretti alleati degli Stati Uniti, dovrebbero tenere importanti elezioni quest’anno. Questi sviluppi politici interni potrebbero avere ripercussioni significative sull’ambiente geopolitico mondiale nel 2024, aggiungendo ulteriore incertezza a uno scenario già complesso e pericoloso».

In quali aree si potrebbero concentrare i maggiori rischi di instabilità?

«Sono particolarmente preoccupato per il potenziale di escalation del conflitto israelo-palestinese a causa delle difficili condizioni umanitarie a Gaza, degli attacchi recentemente condotti dagli Stati Uniti contro gli Houthi nello Yemen e della possibilità concreta di un coinvolgimento di Hezbollah nella guerra. È evidente che un conflitto militare diretto tra Israele e Iran potrebbe innescare un conflitto regionale più ampio e distruttivo. Ciascuno di questi eventi complessi e in continua evoluzione rischia di avere ripercussioni significative sull’economia globale, con possibili conseguenze sui prezzi dell’energia, sull’inflazione e sulle politiche delle banche centrali».

Date le precedenti considerazioni, quali sono le implicazioni per gli investitori?

«L’elevato rischio geopolitico ha già influito sugli scenari politici e di mercato, con i leader di tutto il mondo che stanno dando priorità alla sicurezza nazionale, talvolta sacrificando l’efficienza economica. Di conseguenza, prevediamo che la divergenza geografica (o “derisking”) sarà un tema d’investimento chiave anche per il 2024, in particolare nei settori critici dal punto di vista dell’inasprimento della rivalità tra le due super-potenze globali, ossia Stati Uniti e Cina. In questa nuova normalità, a livello di mercato stiamo già individuando una differenziazione tra i vincitori e i vinti dal nuovo scenario geopolitico e politico sempre più instabile e imprevedibile. Coniugando correttamente un’accurata analisi bottom-up con l’esame di queste tendenze geopolitiche e politiche top-down, si potrebbero identificare numerose opportunità di alpha a livello di regione, paese, settore, società e asset class. Intravediamo anche l’opportunità di acquisire una maggiore esposizione a temi d’investimento a lungo termine che, probabilmente, vedranno un maggiore sostegno creato dalla competizione tra grandi potenze e dalle relative politiche: tra i settori più coinvolti la difesa tradizionale, l’innovazione nel settore della difesa, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la decarbonizzazione. Anche le interruzioni delle catene di approvvigionamento e altre tensioni politiche che si verificheranno nei prossimi anni potrebbero contribuire ad aumentare strutturalmente l’inflazione e a ridurre la crescita globale, provocando un notevole cambiamento rispetto agli anni precedenti, caratterizzati, invece, da un’inflazione bassa e una crescita elevata. L’analisi di queste implicazioni macroeconomiche dovrebbe assumere un’importanza fondamentale nelle strategie d’investimento, poiché il rischio geopolitico e politico, insieme all’accelerazione dei modelli di deglobalizzazione, stanno emergendo come fattori cruciali per gli investitori».

Le opinioni espresse sono quelle del relatore alla data di pubblicazione e sono soggette a modifiche. Altri team d’investimento potrebbero avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento diverse. Le dichiarazioni previsionali non devono essere considerate come garanzie o previsioni di eventi futuri. Capitale soggetto a rischi. I dati utilizzati da terzi sono considerati affidabili, ma la loro accuratezza non è garantita. Destinato ai soli per investitori professionali.


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav