Richard Kaye, gestore del fondo Comgest Growth Japan Comgest
Qual è l’interesse degli investitori nei confronti del mercato giapponese? Ha perso consensi?
«Quest’anno in Giappone si sono registrati un po’ di deflussi, ma si è trattato per lo più di denaro straniero a breve termine che vi era confluito per non investire in Cina, verso la quale vi erano molte preoccupazioni. Inoltre, i temi di mercato ricercati da questi investitori erano per lo più illusori o insostenibili. Questi flussi, a nostro parere, hanno distorto il mercato e la loro fuoriuscita è salutare per una corretta valutazione delle azioni giapponesi. Riteniamo che il Sol Levante rappresenti un’opportunità interessante per coloro che desiderano avere esposizione nei confronti di aziende leader a livello globale non ancora scoperte e potenzialmente sottovalutate nei settori della tecnologia, dell’automazione, della tecnologia medica e della vendita al dettaglio. Come terzo mercato azionario per capitalizzazione e con una ricca varietà di società quotate, il Giappone è una terra di opportunità, ma solo per coloro che sono disposti a dedicare al mercato locale molto impegno. È accaduto troppe volte che gli investitori abbiano preferito approcciare il mercato puntando sui titoli beneficiari di uno yen debole o legati all’inflazione, anziché ricercare grandi temi d’investimento in società specifiche. I nostri 15 anni di presenza nel Paese e la nostra esperienza a livello globale ci permettono di avere le adeguate competenze per cogliere questa opportunità. È finito l’interesse nei confronti del Paese? Il nostro calendario di incontri e di telefonate con i clienti per i prossimi mesi suggerisce il contrario».
Le decisioni di politica monetaria potrebbero creare instabilità sul mercato?
«La Banca del Giappone ha drammaticamente deluso le aspettative di cambiamento della politica monetaria che alcuni avevano. Tre anni dopo l’aumento dei tassi da parte delle altre banche centrali nel mondo, la Banca del Giappone ha alzato il tasso di riferimento di base a 25 pb e la settimana successiva, in un discorso del vicegovernatore Uchida, si è quasi scusata per la misura adottata. In Giappone non c’è un’inflazione endemica, ma solo un’inflazione importata, a causa della scarsità di materie prime a livello mondiale e della svalutazione dello yen e crediamo che il rischio di ulteriori cambiamenti di politica monetaria sia davvero minimo. Questo convincimento si è rafforzato quando il nuovo primo ministro Ishiba ha incontrato il governatore della banca del Giappone all’inizio di ottobre e ha dichiarato che quello attuale non è il contesto giusto per aumentare i tassi, nonostante avesse affermato il contrario prima di essere eletto. In effetti, l’aspettativa di un rialzo dei tassi, anche se finora non si è concretizzata, ha già esercitato la sua influenza sul mercato equity giapponese, con i prezzi delle azioni bancarie che sono più che raddoppiati negli ultimi due anni, superando di gran lunga la crescita dei titoli delle banche europee o statunitensi, anche se l’Europa e gli Stati Uniti hanno registrato un aumento dei tassi. Crediamo che l’incremento dei prezzi delle azioni delle banche in Giappone abbia distratto capitali da altri settori e la paura di un aumento dei tassi abbia danneggiato alcuni settori dell’economia».
Aumentare i margini non è facile. Quali misure stanno adottando le aziende giapponesi?
«Le aziende con modelli unici e servizi inimitabili stanno aumentando i margini. alcune hanno migliorato costantemente quelli operativi, anche se già superiori al 50%, grazie alla loro proprietà intellettuale: ciò è accaduto, per esempio, nei sensori industriali e nel software di contabilità. La maggior parte delle società giapponesi, però, non è in grado di farlo, soprattutto con l’aumento dei costi delle materie prime, ed è per questo motivo che Comgest non investe nella maggior parte delle imprese, ma in un piccolo sottoinsieme altamente selezionato. I margini sono aumentati nelle aziende che osserviamo anche grazie all’incremento dei prezzi che compensano l’inflazione che deriva dal maggiore costo delle importazioni o dallo yen debole. Esempi di questa tendenza si trovano fra i supermercati o i negozi di articoli vari, ma ciò è stato possibile solo perché si tratta di aziende che hanno una forte base di utenti, un solido richiamo del marchio, prodotti innovativi o negozi posizionati in modo eccellente: sono imprese che non possono essere rimpiazzate da terzi nel caso che i clienti non gradiscano la loro politica sui prezzi».
Quali sono i miglioramenti più importanti cui ha assistito in questi ultimi anni?
«Molte società hanno operato cambiamenti a livello di politiche di governance e nei confronti degli azionisti, ad esempio eliminando le attività non redditizie nei settori degli elettroutensili, dei macchinari per l’edilizia, dei componenti auto e dei metalli, oppure facendo diventare le turbine a gas il proprio core business. Alcuni pensano che questi miglioramenti siano il risultato dell’attenzione della borsa di Tokyo verso una migliore governance. Un secondo importante mutamento è l’aumento della partecipazione femminile alla forza lavoro, già superiore a quella americana da diversi anni, che ora si riflette nel crescente numero di amministratori delegati donne anche in alcune società in cui abbiamo investito per diversi anni. Un terzo cambiamento importante è la maggiore attenzione alla qualità della vita, che pensiamo sia iniziata con il terremoto del 2011, e la consapevolezza della fragilità umana. Ciò è evidente nell’aumento del tempo libero richiesto dai giapponesi, ad esempio per i viaggi, un tema nel quale investiamo attraverso l’industria dell’aviazione, e nell’attenzione per le aziende che offrono software per ufficio e soluzioni che permettono un’ottimizzazione dei flussi di lavoro».
Quali sono le opportunità di investimento più interessanti?
«La ripresa della Cina, con il suo pacchetto di stimoli, rappresenta un’immensa opportunità per le aziende giapponesi, per le quali la Repubblica Popolare è una delle principali fonti di profitto. I cambiamenti della società giapponese sono un’altra area molto importante per il nostro fondo: pensiamo, ad esempio, al numero record di donne che stanno entrando nella forza lavoro, tema in cui investiamo attraverso le società di collocamento, oppure all’adozione di forme di pagamento senza contanti. Infine, non va dimenticata l’industria dei semiconduttori, dove il Giappone ha più aziende leader a livello mondiale di qualsiasi altro paese in campi come la miniaturizzazione dei circuiti, la litografia, lo sviluppo di immagini, la progettazione e la gestione dei wafer».
Rischi principali
• Gli investimenti comportano dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale.
• Il valore di tutti gli investimenti e il rendimento che ne deriva possono diminuire o aumentare.
• Le variazioni dei tassi di cambio possono influire negativamente sia sul valore dell’investimento sia sul livello di guadagno ricevuto.
• Poiché il portafoglio investe in un unico Paese, la sua performance potrebbe essere più volatile rispetto a quella di portafogli geograficamente più diversificati.
• Il portafoglio investe in un numero limitato di titoli e può quindi comportare rischi più elevati rispetto a quelli che detengono una gamma molto ampia di investimenti.
• I mercati emergenti possono essere più volatili e meno liquidi rispetto ai mercati più sviluppati e quindi possono comportare rischi maggiori.
INFORMAZIONI IMPORTANTI:
Questo materiale ha uno scopo puramente informativo e non costituisce un consulto d’investimento. Non deve essere considerato una sollecitazione all’acquisto o un’offerta di vendita di un titolo. Non tiene conto dei particolari obiettivi d’investimento, delle strategie, dello status fiscale o dell’orizzonte d’investimento di un investitore. Tutte le opinioni e le stime costituiscono il nostro giudizio alla data del presente materiale e sono soggette a modifiche senza preavviso. L’investimento comporta dei rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Le performance passate non predicono i rendimenti futuri.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

